Dal Congo alla Bolivia, ecco l’ambasciatore pescarese giramondo

Luigi Diodati ha viaggiato tra i quattro angoli del globo: «Sono vicino alla pensione, ma vorrei un’ultima missione»
PESCARA. Abbiamo incontrato l'ambasciatore pescarese Luigi Diodati nelle pagine de il Centro in una foto della rubrica del 20 ottobre 2025 dedicata alla nippo-abruzzese Yuko Hosaka. Diodati spiega subito che «il titolo di Ambasciatore viene utilizzato solo nei confronti del governo ospitante, nella Rdc (Repubblica Democratica del Congo belga) sono stato capo missione ad hoc per due mesi per seguire una missione della nostra polizia nel 2021. Sono stato poi capo missione a Brazzaville per due anni rientrando a Roma a fine 2023».
Da precisare che Brazzaville è la capitale dell'ex Congo francese, mentre la confinante ex Congo belga si chiama Congo-Kinshasa, dal nome della capitale, località dove hanno perso la vita nel 2021 l'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci a causa di un'imboscata. Il nome Brazzaville deriva dal suo fondatore, l'esploratore italiano (di Roma) Pietro di Brazza.
La foto scattata ad Osaka risale a quando, come console generale d'Italia, Diodati aveva organizzato nel novembre del 2020 una giornata dedicata all'Abruzzo. Avevamo già avuto contatti con Diodati quando era a Brazzaville ed è per questo motivo che abbiamo deciso di ricontattarlo, considerando le restrizioni sanitarie ora in vigore in tutta quella regione d'Africa. «Purtroppo ora non ho più né la competenza né l’autorità per parlare di Congo», spiega Diodati, che preferisce essere chiamato «consigliere d'ambasciata, altrimenti», dice, «si risentono gli ambasciatori veri, cioè quelli che hanno proprio il grado».
Poi confessa che è «comunque disponibile a collaborare in futuro (con il Ministero degli esteri), in particolare se riuscissi a tornare all’estero. Sono ormai vicino alla pensione ma sto considerando una possibile ultima missione all’estero, al limite anche come console, ma è ancora tutto molto incerto». Riguardo le sue missioni all’estero, in ordine cronologico queste sono state: Lituania 1994-98; Bolivia 1998-2002; Indonesia 2007-2011; Sud Africa 2011-2015; consolato Osaka 2017-2021; Brazzaville 2022-2023.
Poi Diodati precisa che «la Lituania che ho conosciuto io oggi non esiste più – all’epoca abbiamo aperto la prima Ambasciata d’Italia – a Vilnius non avevamo mai avuto un'Ambasciata; la capitale precedente era stata Kaunas dove avevamo un’ambasciata dopo la prima guerra mondiale fino all’annessione sovietica – dopo il crollo dell’Unione Sovietica; era una Lituania sovietica dove non vi erano neanche i negozi – questi non avevano vetrine e stavano all’interno degli edifici; carenti dell’illuminazione e del traffico.
Nel giro di un paio d’anni sono arrivati ingenti investimenti occidentali (come un McDonald’s, supermercati, linee aeree...), il traffico è esploso e il paese si è subito sviluppato divenendo uno stato avanzato dell'Ue, di cui fa parte dal 2005, anche grazie alle sue piccole dimensioni e rapidità di adattamento alla nuova realtà economica e geopolitica». Diodati riferisce che, «ragionando esclusivamente da un punto di vista turistico e prescindendo dal lavoro, i paesi più interessanti da un punto di vista naturalistico sono stati Bolivia e Indonesia, a cui può naturalmente aggiungersi il Giappone anche per l’interesse culturale».
Con il Centro Diodati ha anche parlato del grande numero di ambasciatori e consoli attuali e passati, tutti originari dall'Abruzzo, tra questi: Maria Assunta Acilli (Acciano) Ungheria; Alessandro Ferranti: Armenia (L'Aquila); Roberto Natali: Marocco (L'Aquila); Laura Ranalli: Ghana (Avezzano); Domenico Vecchioni: Cuba (Atri); poi Fabrizio Di Michele console generale a New York (Pescara) e Giulio Del Federico: capo della cancelleria consolare, Ambasciata d’Italia a L’Avana (Pescara).
Diodati precisa che «la maggior parte di essi sono più giovani di me ed entrati quando ero all’estero; qualcuno di loro li ho rincontrati al Ministero ma abbiamo solo avuto contatti molto sporadici non avendo mai lavorato insieme». Infine conclude che «a Pescara rientro una volta al mese o giù di lì, la mia residenza è là e lì vivono i miei genitori».
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