Ecco i “Custodes Laureti”, gli Avengers dei vigneti

Cinque produttori hanno fondato un’associazione per promuovere il territorio. Tutto inizia con la battaglia contro il biocompattatore. Oggi progettano il futuro
LORETO APRUTINO. A Loreto Aprutino tutto nasce da uno scontro. È il 2019, un progetto comincia a circolare tra gli uffici del Comune: un impianto per la produzione di biometano in zona Cartiera, a Contrada Castelluccio. La protesta della comunità è immediata (e vincente). Da qui nasce qualcosa destinato a durare: i “Custodes Laureti”, un gruppo di produttori locali diventati gli Avengers della vinificazione civica. Il presidente del gruppo è Gaetano Carboni di cantina Amorotti, il suo vice Francesco Paolo Valentini di cantina Valentini. Poi ci sono Chiara Ciavolich dell’omonima cantina, Antonella Di Tonno e Rodrigo Redmont di Talamonti e Fausto Albanesi e Adriana Galasso di Torre dei Beati. Cinque famiglie di vignaioli che hanno deciso di fare squadra per difendere la propria comunità. Sette anni dopo, il rischio biocompattatore non c’è più, ma l’associazione è ancora viva e vegeta.
Ha deciso di andare oltre la produzione del vino, impegnandosi in un’opera di promozione culturale di Loreto Aprutino. Riavvolgiamo il nastro. L’impianto avrebbe dovuto produrre ben 4,2 milioni di metri cubi di metano, grazie al trattamento di 62mila tonnellate di rifiuti. Non solo residui organici dell’Abruzzo, ma anche del Lazio. Tutto ciò a due passi da un vigneto storico per la regione, quello dal quale è partita la denominazione certificata del Montepulciano. È la genesi dell’avventura dei Custodes. Ciavolich racconta: «Noi, chiaramente, non volevamo il bioinceneritore, ma era l’intera comunità di Loreto a essere contraria. Imprenditori, ristoratori e contadini si sono mobilitati per bloccare il progetto. Noi siamo stati soltanto la cabina di regia». Dibattiti, convegni e manifestazioni che, alla fine, hanno portato al risultato sperato.
«Improvvisamente il progetto è sparito. E con esso l’azienda che avrebbe dovuto realizzarlo». Appena qualche mese dopo, un’altra sfida. «Una grossa impresa voleva costruire un allevamento di suini accanto a Torre Raone, una delle zone archeologiche più antiche d’Italia. Anche in quel caso ci siamo dati da fare per manifestare la nostra contrarietà. E anche in questo caso il progetto è scomparso». Due vittorie nel giro di pochi mesi. La squadra funziona. Da qui l’idea dei super vignaioli di Loreto di riunirsi ufficialmente nei Custodes. L’obiettivo: valorizzare il patrimonio agronomico, storico-paesaggistico e turistico del territorio. Non solo vino, insomma. «Per esempio, questa è una zona votata anche all’olio. Non a caso abbiamo la più grande densità di ulivi in Italia. Ci sono ben 24 antichi frantoi ancora conservati nei basamenti dei palazzi storici di Loreto», racconta la Ciavolich.
Proprio nell’ottica di valorizzare il patrimonio agricolo locale, l’associazione ha portato avanti un progetto di ricerca concluso con la pubblicazione di “Le contrade del vino di Loreto Aprutino”, un libro finalizzato alla zonazione viticola del territorio. «Il nostro lavoro più importante», aggiunge la vignaiola. Il saggio, redatto in collaborazione con Gabriele Valentini, professore dell’università di Bologna ma originario di Loreto Aprutino (nessun legame con la nota cantina) racconta le caratteristiche delle varie sottozone di Loreto.
Anche la più piccola differenza di microclima in una singola contrada, unito alla particolarità del suolo, può influenzare la qualità di un certo tipo di uva, esaltando alcuni vitigni piuttosto che altri. Si tratta di un passaggio necessario per ottenere dispositivi di certificazione come il Docg, che valorizzerebbero ancor di più Loreto Aprutino. Forse perché scottati dalle esperienze degli anni precedenti, o galvanizzati dai successi ottenuti, i Custodes Laureti si sono impegnati anche in politica. Alle ultime elezioni amministrative hanno sostenuto la candidatura di Renato Mariotti inserendo nella sua lista civica anche Antonella Di Tonno di cantina Talamonti.
Pure in questo caso, battaglia vinta. L’obiettivo, adesso, è rimettere in sesto il centro storico dopo anni «non particolarmente felici», spiegano. Sette anni dopo la mobilitazione contro il bioinceneritore, la «cabina di regia» degli Avengers è ancora unita. Da una battaglia nata per fermare un impianto è nato qualcosa di più: un’idea di territorio da difendere e costruire. Così la difesa di una collina è diventata un progetto per il futuro di un borgo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

