Elezioni a Pescara, Costantini lancia l’ultimatum a Masci «Se usano ancora i canali ufficiali per fini elettorali farò denuncia»

Il candidato sindaco: «Non si possono adoperare le risorse del Comune». E sulle lettere da inviare agli elettori: «Sono pronto a scrivere a Mattarella»
PESCARA. Comunicazione politica da una parte e informazione neutra e imparziale dall’altra. La partita elettorale, a Pescara, va giocata correttamente e deve necessariamente tener conto di questi due aspetti, complementari ma diversi. Non solo, vanno separati i canali istituzionali e quelli personali e politici. Questo quanto emerge in città dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato il voto di giugno 2024 in 23 sezioni. E di correttezza durante questa fase pre-elettorale ha parlato il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Carlo Costantini, nel corso della seduta consiliare di ieri mattina (quando è intervenuto da consigliere insieme con altri colleghi di minoranza). E dalle parole passa ai fatti, inviando una pec al segretario generale dell’ente, al direttore generale, al dirigente del settore finanziario e ai membri del Collegio dei revisori, per ribadire che dal 15 gennaio scorso è entrato in vigore il divieto di comunicazione istituzionale per il Comune di Pescara, così come fissato dal decreto emesso nello stesso giorno dal prefetto Luigi Carnevale, per fissare le elezioni parziali l’8 e il 9 marzo. Al termine della lettera Costantini lancia una sorta di ultimatum: «Da questo momento in poi denuncerò alle competenti Autorità ogni violazione delle disposizioni relativa alla comunicazione in questo periodo». Il riferimento va, in particolare, all’ultimo video pubblicato sulla pagina facebook del sindaco in carica Carlo Masci. Un video in cui il primo cittadino mostra l’abbattimento dell’edificio di via del Circuito, un tempo sede della polizia municipale, dove si vuole realizzare il centro operativo comunale della Protezione civile. Si legge nella lettera inviata da Costantini: «Vi è il divieto assoluto da parte del sindaco e degli assessori, in quanto titolari di una carica pubblica, di utilizzare risorse, fondi, personale o beni del Comune per la propria campagna elettorale». In sostanza, «chi ha girato il video?» - chiede. «Il divieto si estende a qualsiasi forma di comunicazione che, pur apparendo istituzionale, possa essere interpretata come propaganda elettorale, anche in forma indiretta». E per meglio afferrare il discorso relativo alla informazione neutra ma indispensabile, ossia quella che mira a far capire bene chi deve votare e dove, nei giorni scorsi Costantini ha inviato una richiesta specifica al Comune e, per conoscenza, alla Prefettura: l’invio di lettere nominative, a mezzo posta, a tutti gli elettori interessati dalla ripetizione del voto. Per ora le risposte non sono arrivate. Il Comune fa sapere che si attendono indicazioni dalla Prefettura. E intanto sul sito dell’ente è stato pubblicato, in linea con quanto previsto dalle legge, il manifesto di convocazione dei comizi per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale per il rinnovo delle operazioni di voto in 23 su 170 sezioni. Nel manifesto vengono indicati, nel dettaglio, la via e l’edificio scolastico in cui sono ubicate la sezioni. Per Costantini, però, l’invio delle lettere a mezzo posta, tramite il vertice tecnico e non politico, «costituisce un adempimento pienamente legittimo e doveroso». «Sono in attesa di risposte», dice. «Se non arriveranno, scriverò al presidente della Repubblica Sergio Mattarella». E i motivi, spiega, vanno ricercati nella situazione oggettivamente eccezionale determinata dall’annullamento delle elezioni di giugno 2024 in 23 sezioni. La corretta informazione ai cittadini evita, in tale contesto, di trasformare l’incertezza in un ostacolo al diritto di voto. È dunque un bene per tutti i giocatori in campo.

