Elezioni a Pescara, Pettinari brucia tutti: «Siamo l’alternativa»

Via alla campagna elettorale, il candidato civico cala gli assi: «Sicurezza, decoro urbano e giovani»
PESCARA. È Domenico Pettinari il primo candidato sindaco a bruciare le tappe, lanciando subito le linee programmatiche per il suo mandato di sindaco di Pescara. “Pronti a servire la nostra Pescara, la nostra rivoluzione gentile” è lo slogan lanciato dal capogruppo civico del Movimento Pettinari Sindaco, ieri abbracciato dagli attivisti che da anni lo sostengono nelle sue battaglie per la legalità dal centro alla periferia. Civico dal peso specifico di 8.106 voti, con il 13,08% alle scorse elezioni comunali, Pettinari è un ex militante del Movimento 5 Stelle, il più votato d’Abruzzo nel 2019 con quasi 10mila preferenze in Regione dove ha rivestito la carica di vicepresidente del Consiglio regionale. «Noi siamo l’alternativa vera al centrodestra e al centrosinistra», non si stanca di ripetere Pettinari, in questi 17 mesi in Consiglio comunali tra gli scranni dell’opposizione. Al suo fianco il consigliere Massimiliano Di Pillo, l’uomo della lotta alla mafia, a stretto contatto con il movimento delle Agende Rosse. «Mi sono sempre messo al servizio della città di Pescara e dei suoi abitanti, senza mai sottrarmi agli impegni presi, nemmeno di fronte a minacce e accuse che in più occasioni mi hanno coinvolto», dice Pettinari aprendo così la campagna elettorale in vista del voto dell’8 e 9 marzo in 23 sezioni su 170.
Mettere il cittadino al centro, restituire fiducia nelle istituzioni e ridisegnare il futuro di Pescara partendo dall’ascolto. È questa la cifra politica della coalizione Pettinari, che ha presentato un lungo e ambizioso programma elettorale. «La nostra priorità», afferma Pettinari, «sarà incontrare la gente, ascoltare le richieste di aiuto e cercare insieme le soluzioni migliori. Le decisioni non si prendono dall’alto, ma condividendole».
Ambiente, decoro urbano, commercio, turismo, infrastrutture, sicurezza, sanità e politiche sociali: il programma tocca tutti i nodi irrisolti della città. L’obiettivo è chiaro: rendere Pescara più accogliente, accessibile e pronta alle sfide del cambiamento. «Immaginiamo una città dove i cittadini possano recuperare un rapporto vero con il territorio e le sue potenzialità». Centrale la valorizzazione delle tre porte d’accesso al capoluogo adriatico: porto, aeroporto e stazione ferroviaria. «Servono più collegamenti aerei, un collegamento navale stabile con l’altra sponda dell’Adriatico e la fine dei lavori di dragaggio», spiega, «la stazione ferroviaria deve diventare un grande polo attrattivo, non il pessimo biglietto da visita che è oggi». Forte l’attenzione al commercio e ai giovani, protagonisti della rinascita economica e culturale. Tra le proposte, un albo comunale dei giovani artisti e un teatro itinerante nei quartieri. «Vogliamo una città viva, sicura e colorata dalla cultura», sottolinea Pettinari che insieme a Di Pillo ha chiesto con un emendamento per stanziare 20mila euro in bilancio per combattere il disagio giovanile.
Capitolo sicurezza: «Pescara è tra le città più pericolose d’Italia. I cittadini onesti hanno il diritto di sentirsi protetti». Previsti più controlli, videosorveglianza e una polizia locale rafforzata, soprattutto nelle periferie. Sanità resta il “tasto dolente”. «Intercederemo con forza presso la Regione per affrontare l’emergenza del Pronto soccorso, le liste d’attesa infinite e il fallimento della medicina territoriale». Dall’ambiente ai rifiuti, dagli anziani ai disabili, fino alla tutela degli animali, il filo conduttore è uno solo. «Siamo pronti a lavorare da subito perché Pescara non può più permettersi l’abbandono. Questa squadra è la risposta concreta ai problemi cittadini».

