Falsi permessi di soggiorno, in due a processo

Giovanni Guida e Antonio Andreacola, residenti a Pescara, sono accusati di aver confezionato documenti fasulli per 65mila euro
PESCARA. Quattro mesi di indagini serrate condotte dai carabinieri dell’Ispettorato del lavoro di Pescara e Chieti che, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, confezionano una serie di accuse che il gup di Pescara, Francesco Marino, trasforma in un rinvio a giudizio per immigrazione clandestina di cittadini bengalesi e falso. Sotto processo finiscono Giovanni Guida, amministratore della “Gpa Edilizia & Servizi srls”, e il socio Antonio Andreacola (entrambi residenti a Pescara e difesi dagli avvocati Sabatino Ciprietti e Adelchi De Amicis), insieme a Massimo D’Emilio (anch’egli pescarese, difeso da Antonio De Medio Terra), quest’ultimo accusato solo di falso (per aver confezionato i permessi di soggiorno).
Guida e Andreacola nel luglio del 2023 erano finiti in carcere dopo il blitz dei militari dell’Ispettorato che, grazie a un ambientale posizionato nella sede della società, stavano seguendo in diretta quello che doveva essere l’ultimo passaggio dell'inchiesta: la consegna dei soldi dai tre bengalesi, con i quali gli imputati avevano trattato il rilascio dei permessi di soggiorno, a Guida e Andreacola. I militari dell’Arma li colgono con 18mila euro in contanti che stavano incassando.
Il gip Giovanni de Rensis aveva convalidato l’arresto in flagranza, ma poi aveva deciso per la scarcerazione di entrambi, disponendo l’obbligo di dimora per Guida. A questo procedimento, poi, ne fece seguito un secondo condotto dalla Dda dell’Aquila (giunto all’avviso di conclusione delle indagini) che vede coinvolti anche Guida e Andreacola, sempre in relazione al rilascio di permessi fasulli a bengalesi (si parla di 53 permessi).
I carabinieri avevano seguito gli accordi presi da Guida e Andreacola con i tre rappresentanti dei bengalesi, finalizzati a ottenere 22 permessi di soggiorno, dietro pagamento di 65mila euro. Non essendo in grado di rispettare gli impegni, Guida e Andreacola, con l’ausilio di D’Emilio, decisero di consegnare ai bengalesi 22 permessi falsi, simulando di averli ricevuti direttamente dalla Prefettura di Pescara a seguito dell’inoltro delle istanze nell’ambito del decreto flussi 2022, per permettere l’ingresso in Italia di altrettanti cittadini bengalesi utilizzando la loro società.
Ma i carabinieri dell'Ispettorato stavano monitorando ogni loro mossa ed entrarono in azione proprio nel momento dello scambio permessi-soldi. In fase di interrogatorio di garanzia, Guida dovette confessare la falsità dei permessi e la trattativa, anche perché non avrebbe potuto fare diversamente viste le intercettazioni in cui lui stesso ammetteva la realizzazione dei falsi permessi e ogni altro passaggio di soldi. La prima udienza dibattimentale è stata fissata per il 12 marzo.
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