Fusione dei Comuni a Pescara, salvi i fondi. Fratelli d’Italia: «È il Pd che voleva toglierli»

Non è della deputata Lucaselli l’emendamento per revocare 150 milioni di contributi nel giro di 15 anni, l’hanno presentato tre esponenti Dem. Ma, in commissione Affari costituzionali, Pagano ha dato lo stop
PESCARA. Non è firmato da una deputata di Fratelli d’Italia, come scritto ieri sul Centro, l’emendamento al decreto Mille Proroghe per togliere 150 milioni di contributi in 15 anni alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. A presentare l’emendamento sono stati tre deputati del Pd: Simona Bonafè, eletta in Toscana, Maria Cecilia Guerra e Andrea De Maria, entrambi dell’Emilia Romagna. «L’emendamento non è mio», assicura Ylenja Lucaselli, parlamentare FdI, «non l’ho mai firmato e non ho mai pensato di cancellare con un colpo di forbice una decisione sancita da un referendum popolare», dice riferendosi al referendum del 2014 in cui il fronte del sì all’unione vinse con il 69,46%.
«Fratelli d’Italia», dice Lucaselli, anche lei eletta in Emilia Romagna, «rispetta sempre la volontà dei cittadini. L’emendamento incriminato, per la cronaca, è di tre deputati del Pd. Sì, proprio il partito che oggi finge di difendere ciò che in aula prova a tagliare». Ma quell’emendamento non esiste più: «È stato dichiarato inammissibile dal sottoscritto», precisa il deputato di Forza Italia, Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali, «poiché estraneo all’oggetto del provvedimento. Di conseguenza, non esiste più nel fascicolo dei lavori parlamentari. Si tratta di un dato facilmente verificabile consultando sia il fascicolo degli emendamenti sia il resoconto della seduta della commissione». E Pagano sottolinea: «Desidero pertanto rassicurare i cittadini e le amministrazioni interessate: non esiste alcun rischio per la realizzazione dell’unione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, né tantomeno per i contributi previsti. I lavori parlamentari procedono con trasparenza e nel pieno rispetto delle regole». Mentre qui la fusione va avanti tra le resistenze della politica – Montesilvano e Spoltore non vogliono l’unione tanto che il consiglio comunale di Spoltore ha recentemente votato di sospendere il processo –, da Roma il centrodestra prova a tenere da parte i fondi. E il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia interviene così: «I fondi destinati alla fusione dei Comuni, i 150milioni da spalmare in 15 anni, non sono mai stati cancellati dal governo, ma soprattutto la deputata di Fratelli d’Italia Lucaselli non ha mai presentato quell’emendamento. Che effettivamente è stato presentato, ma», dice Sospiri, «porta la firma di tre deputati del Pd, peccato che il tentativo di boicottare la fusione sia miseramente fallito perché il presidente della commissione, Pagano, ha dichiarato inammissibile l’emendamento».
Dal Parlamento, i tre del Pd replicano a Forza Italia e aprono un caso politico da tutti contro tutti: «Stupisce che il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera utilizzi il proprio ruolo istituzionale per diffondere informazioni non veritiere», dicono Bonafè, Guerra e De Maria, «sull’emendamento relativo ai fondi per le fusioni tra Comuni, il Pd ha fatto esattamente l’opposto di quanto affermato dal presidente Pagano: anziché bloccare le fusioni, il Pd ha presentato un emendamento (articolo 4, a firma Bonafè, Guerra e De Maria) che elimina il limite temporale dei 10 anni ai contributi straordinari previsti dall’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 267 del 2000, rendendo strutturali i fondi per le unioni e le fusioni. È grave», dicono i Dem, «che, soprattutto da chi presiede la commissione Affari costituzionali, si alimenti confusione su un tema così rilevante per gli enti locali, attribuendo al Partito democratico posizioni che non gli appartengono e che sono smentite dai fatti e dagli atti parlamentari».

