campagna elettorale e trasgressioni

Il candidato Pd di Chieti cerca voti con lo spot su Pornhub e Tinder

Primo piano del candidato Paride Paci con luce rossa al neon, un frame del video elettorale caricato sulle piattaforme web. f
14 Aprile 2026

Paride Paci compra la pubblicità sui siti per adulti e lancia il suo video: «Vuoi qualcosa di davvero eccitante? Clicca qui sotto e scopri cosa ho in mente perla nostra città»

CHIETI

L’odore della colla sui muri è ormai un reperto archeologico. Come le piazze gremite di gente e i volantini patinati infilati a forza sotto i tergicristalli delle automobili. La liturgia della campagna elettorale, per interi decenni, ha obbedito a un copione rigido e immutabile di manifesti 6x3, megafoni, palchi montati in fretta. Paride Paci, 30 anni, consigliere comunale uscente a Chieti e candidato per un secondo mandato con il Partito democratico, ha deciso di archiviare definitivamente questa nostalgia. Per intercettare i suoi potenziali elettori non ha affittato una vela pubblicitaria da far circolare a passo d’uomo. Ha scelto consapevolmente una viabilità meno canonica ma infinitamente più popolata: Pornhub, Tinder e Hinge.

PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE IN EDICOLA

L’algoritmo della rete non fa sconti a nessuno: da oggi, chiunque si colleghi da Chieti al celebre portale per adulti verrà intercettato da un annuncio prima di poter avviare il video prescelto. L’inquadratura restituisce un mezzo busto immerso in un ambiente dalla penombra studiata, tagliato da improvvisi accenti di luce rossa al neon. Al centro della scena c’è lui. Calvo, barba curata, indossa una maglietta nera a maniche corte. Lo sguardo è piantato dritto nell’obiettivo. Il tono è ambiguo, gioca sull’orlo scivoloso del doppio senso, piegando abilmente il linguaggio del marketing ammiccante alla ricerca del consenso civico.

«Sei di Chieti e so cosa stai per fare, ma vuoi fare qualcosa di davvero eccitante e trasgressivo?», esordisce il candidato. Poi punta l’indice verso il margine inferiore dello schermo, cercando la posizione del collegamento ipertestuale. Si autocorregge in tempo reale: «Clicca qui sotto, no così sotto, qui sotto e scopri cosa ho in mente per Chieti». La chiusura del filmato è un invito esplicito: «Vieni con me dalla parte giusta della storia». Subito dopo, Paci distoglie lo sguardo, afferra una bottiglia, beve un sorso, la scuote leggermente e chiosa con una battuta: «C’ho sete, va sbattuto. Va sbattuto».

Se il video presidia l’intrattenimento solitario, una foto è pensata per le praterie digitali della ricerca del partner. Sulle interfacce di Tinder e Hinge, scorrendo tra un profilo e l’altro, comparirà una grafica dal contrasto netto. Sfondo nero assoluto, camicia bianca abbagliante. Il candidato è ritratto con il braccio destro teso in avanti, verso l’osservatore. La mano è aperta in un gesto classico di invito. Svetta l’imperativo: «Click Here!». Il testo in alto mescola empatia e disincanto: «Dammi 10 secondi e poi puoi tornare a farti deludere dalle Dating App (applicazioni per incontri, ndr)».

Questa manovra pubblicitaria, ideata per colpire il bersaglio con precisione e senza dispersione di risorse, costa complessivamente tra i 300 e i 350 euro: andrà avanti per un mese. A spiegarlo è lo stesso Paci, che lavora nell’Arci, l’associazione ricreativa culturale italiana, occupandosi di tutela di minori stranieri, di supporto alle famiglie di rifugiati in fuga dai teatri di guerra, di gestione dei circoli. Il candidato rivendica la necessità di un approccio trasversale: «Credo che oggi sia fondamentale avere una strategia di comunicazione che vada a toccare diversi piani. Quindi non semplicemente quella offline, che significa andare a parlare con le persone e far girare i volantini. Sono cose fondamentali, certo, ma è importantissimo pure muoversi sull’online. In modo intelligente e anche, come dire, ironico».

È battaglia contro la prosopopea istituzionale, insomma: «Credo che molte persone si siano stufate di avere un approccio alla politica canonico, dove il politico di turno ti deve insegnare come funziona la realtà». La provocazione digitale, assicura Paci, non cancella il lavoro di prossimità nei quartieri: l’agenda è fitta di incontri singoli e decine di caffè consumati ascoltando le idee degli elettori. A questo si aggiungono gadget insoliti, come i pacchetti di caramelle Mentos personalizzati con il suo nome, pur avendo stampato anche i vecchi santini elettorali di carta per il pubblico più tradizionale: «Cerco di agganciare le persone pure in questo modo ironico, spero che possa funzionare».

A chi potrebbe obiettare che la scelta di comparire su Pornhub o Tinder sia lesiva per l’alto ruolo istituzionale a cui ambisce, Paci risponde con fermezza. Come modello cita l’esperienza di Giovanni Di Iacovo, esponente politico pescarese. «Non facciamo nulla di male, credo che ognuno di noi possa porsi come preferisce», ribatte. Poi, traccia la sua linea di demarcazione tra la serietà dell’impegno civico e la sciatteria istituzionale: «Svilisce la politica chi si candida per prendere un gettone di presenza e non avanza neanche una proposta per migliorare la città. Quello è svilire la politica, non raccontarsela in modo ironico».

Dietro la patina brillante di questa singolare campagna c’è il bilancio di cinque anni trascorsi tra i banchi dell’amministrazione uscente. Un percorso formativo denso, iniziato a soli 25 anni, affrontando una situazione finanziaria critica per le casse del Comune. «Voglio continuare a dare il mio piccolo ma chiaro contributo, rendendo questa città più accogliente, meno spigolosa, a misura di cittadino», chiude Paci. E alla fine il punto non è se la trovata faccia sorridere o irriti, ma che per farsi notare un candidato abbia scelto i luoghi (virtuali) più affollati e meno confessabili.