Pescara

Il procuratore Bellelli: «Grazie a Mattarella: parole pesanti e importanti. La Repubblica è tutelata da lui»

18 Febbraio 2026

Così il procuratore della Repubblica di Pescara, Giuseppe Bellelli, a margine di un evento sulle ragioni del no al referendum in corso nel capoluogo adriatico. (Nella foto: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio)

PESCARA. "Parole pesanti, parole importanti. Gli dobbiamo essere tutti grati. Gli siamo grati perché ci sentiamo tutti tutelati da lui. Tutta la Repubblica è tutelata e orgogliosamente rappresentata da lui". Così il procuratore della Repubblica di Pescara, Giuseppe Bellelli, a margine di un evento sulle ragioni del no al referendum in corso nel capoluogo adriatico, commenta le parole del presidente Mattarella, che per la prima volta in undici anni ha presieduto i lavori ordinari del plenum del Csm.

LE PAROLE DI MATTARELLA. Solo settanta secondi e 199 parole per mettere in chiaro due principi: il Csm è un organo costituzionale e le altre istituzioni devono portargli rispetto; ora si abbassino i toni della campagna referendaria affinché, qualunque sia il risultato, poi non si debbano raccogliere macerie. Il presidente della Repubblica si materializza alle ore 10 in punto a palazzo dei Marescialli, sede del Consiglio superiore della magistratura e i togati capiscono subito che l'evento è eccezionale. Mai Sergio Mattarella nella sua lunga presidenza aveva presenziato ad un plenum ordinario. Tutti sanno, togati e laici, che le parole del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulle toghe "para-mafiose" avevano aperto una crepa che solo il capo dello Stato poteva ricucire. Tutti sapevano che si sarebbe trattato di un 'altolà' della massima carica dello Stato che a sua volta era stato tirato in ballo su due fronti: come presidente del Csm e, indirettamente, come fratello di quel Piersanti Mattarella ucciso dalla Mafia a Palermo nel 1980. "Non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni", premette il presidente nel silenzio generale facendo capire che la scelta di affrontare di petto la questione esigeva una sede formale: c'era bisogno di una plastica dimostrazione di solidarietà al Csm. Si trattava, è stato osservato da chi ha preparato l'appuntamento, di "risacralizzare un luogo colpito da un rito pagano".

Una sortita preparata, eppure tenuta gelosamente riservata tanto che non ne era stata informata neanche la premier Giorgia Meloni. "Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura. Soprattutto, la necessità e l'intendimento di ribadire - aggiunge secco Mattarella - il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione".