L’Università sogna di allargarsi, ma resta il nodo dei vigili del fuoco

3 Novembre 2026

L’ex caserma Di Cocco potrebbe entrare nel campus attraverso uno scambio di alloggi in via Tavo.

Manca il trasferimento della sede dei pompieri, il Pd: «Comune e Provincia forniscano delle risposte

PESCARA

Le trattative sembrano aver imboccato la strada giusta e per la riqualificazione dell’ex caserma Di Cocco, in viale Pindaro, si riaccende una speranza concreta con l’allargamento del campus universitario. Comune, Ater, Regione, Stato Maggiore dell’Esercito (Sme) e Università avrebbero raggiunto un’intesa (verbale) per arrivare all’acquisizione della vecchia struttura militare, attraverso una compensazione che prevede la concessione di una parte degli alloggi in costruzione in via Tavo. Un’operazione che potrebbe ridisegnare il volto di due quartieri strategici: Rancitelli e Porta Nuova.

Ma proprio su questa partita si accendono le perplessità del Partito democratico, che durante l’amministrazione Alessandrini aveva già tentato di imprimere una svolta urbanistica all’area. «L’ampliamento del campus universitario anche agli spazi della caserma Di Cocco è un obiettivo che la città, al di là degli schieramenti politici, persegue da vent’anni», osserva il segretario cittadino del Pd Claudio Mastrangelo, che giudica «sicuramente positivo» il riavvio del confronto con lo Sme, dopo il protocollo d’intesa sottoscritto nel 2016 da Comune, Regione e ministero della Difesa.

Ma l’entusiasmo, avverte, deve lasciare spazio alla prudenza. «Con l’amministrazione Alessandrini, l’amministrazione militare aveva già respinto soluzioni alternative, molto più adatte di quella oggi prospettata in via Tavo, sia per gli alloggi demaniali sia per le specifiche esigenze tecniche e operative del III Reggimento Trasmissioni».

Eppure, nella grande partita del campus diffuso di viale Pindaro, c’è un ostacolo che rischia di bloccare tutto: la caserma dei vigili del fuoco. È questo il vero nodo ancora irrisolto, senza il cui scioglimento il progetto di ampliamento universitario rischia di rimanere incompleto. «Il Pd seguirà la vicenda con serietà», assicura Mastrangelo, ricordando però che «l’Ater deve rispondere alla propria missione istituzionale, garantendo alloggi a chi vive condizioni di difficoltà economica e sociale, non trasformarsi in un’agenzia immobiliare al servizio di altre amministrazioni dello Stato».

La sede dei vigili del fuoco, oltre 4mila metri quadrati costruiti dalla Provincia nel 1960, è diventato nel frattempo proprietà dello Stato. Nel settembre 2024 l’immobile è stato acquistato dal Ministero dell’Interno per 2 milioni e 939mila euro, con risorse ministeriali. Una scelta che ha cambiato radicalmente gli equilibri dell’operazione. A sollevare la questione è il consigliere provinciale del Pd Piero Giampietro, che chiama direttamente in causa il centrodestra alla guida di Comune e Provincia. «È arrivato il momento che si dica ai pescaresi cosa si sta facendo per risolvere il pasticcio creato attorno alla caserma dei Vigili del Fuoco di viale Pindaro». Giampietro individua nel 28 febbraio 2022 la data d’inizio di quello che definisce un vero e proprio cortocircuito amministrativo: «La Provincia, allora proprietaria dell’immobile, chiese al Comune se fosse interessato al futuro dell’area. Non ricevendo risposta, avviò le procedure per la vendita al Ministero dell’Interno. Così quello che era un semplice utilizzatore dell’immobile ne è diventato proprietario. Un disastro».

Una vicenda che, secondo il dem, rischia di produrre conseguenze ben più ampie della sola gestione di un immobile. «I vigili del fuoco hanno diritto a una sede moderna, sicura e logisticamente adeguata alle esigenze operative di oggi. Ma Pescara ha anche bisogno che quell’area venga liberata per dare respiro al campus universitario. Dopo i primi imbarazzi e i mesi di discussione, però, il dibattito è calato nel silenzio. Il rischio concreto è che nessuno stia lavorando davvero per individuare una nuova collocazione, anche in prospettiva di Nuova Pescara».