Nuova Pescara, la sindaca di Spoltore: «Frasi pericolose dalla Regione: una sconcertante mancanza di rispetto»

Ancora scontro sul progetto di fusione dei tre comuni: Pescara, Montesilvano e Spoltore. Chiara Trulli: «Le ultime dichiarazioni rese alla stampa locale dai massimi rappresentanti delle istituzioni regionali creano una distanza profonda con gli appelli e le preoccupazioni manifestate dai Comuni e dalle popolazioni coinvolte»
SPOLTORE. «Realtà dai territori, dai processi amministrativi e l’assenza di qualsiasi forma di programmazione coerente con il progetto». Sono le accuse dell’amministrazione comunale di Spoltore, guidata dalla sindaca Chiara Trulli, alla Regione Abruzzo che ai fronti del “No” per il progetto Nuova Pescara ha risposto sgombrando il campo sul processo di fusione dei tre Comuni - Pescara, Spoltore e Montesilvano: «Si va avanti nello spirito di un referendum popolare, quello del 2014, che ha dato un risultato molto chiaro che noi vogliamo rispettare fino in fondo».
E mentre il Comune di Montesilvano approva la delibera che a questa unificazione chiede uno stop, anche Spoltore scende in campo per rispondere alle dichiarazioni del presidente Marco Marsilio e del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dicendo di aver appreso «con sconcerto le ultime dichiarazioni rese alla stampa locale dai massimi rappresentanti delle istituzioni regionali, che creano una distanza profonda con gli appelli e le preoccupazioni manifestate dai Comuni e dalle popolazioni coinvolte. Ricordiamo che i Consigli comunali sono espressione della popolazione che abita i territori, oltre 80.000 cittadini, le cui istanze non possono essere ancora a lungo ignorate».
«Pericolose» le dichiarazioni dei rappresentanti della regione secondo la sindaca Trulli e il presidente del Consiglio comunale Lucio Matricciani, che firmano insieme l’affondo alla Regione: «Non tengono conto minimamente», prosegue la nota del Comune, «delle difficoltà intrinseche al progetto e derivano dalla sostanziale mancanza di conoscenza dei processi che realmente interessano la fusione. Spiace ancor più perché tutto ciò avviene nella totale indifferenza e mancanza di considerazione e di collaborazione da parte di un Ente, la Regione appunto, che avrebbe dovuto supportare sin dall’inizio il processo di fusione e, invece, si è limitata a disegnare un percorso formale, slegato da qualsiasi approfondimento e carente di qualsiasi supporto tecnico e amministrativo».
Quindi l’accusa mirata a Sospiri, dal quale emerge «una totale mancanza di rispetto e di considerazione da parte delle massime istituzioni regionali, nei confronti dei territori e delle popolazioni dei principali Comuni della Provincia di Pescara e della Regione».
Un discorso a parte per i lavori pubblici e il futuro delle partecipate che erogano servizi per la popolazione: «In entrambi i casi», conclude la nota, «un salto nel buio di una “Nuova Pescara” determinerebbe il serio rischio di una paralisi organizzativa. Chiediamo un confronto immediato su temi concreti. In conclusione comunichiamo l’intendimento di procedere nel più breve tempo possibile all’indizione di un referendum consultivo».

