violenza in città

Pescara. Aggredito a bottigliate il direttore del Fla

Momenti di tensione in via delle Caserme: Vincenzo D'Aquino si è rifugiato in un bar per sfuggire all'aggressore armato di taglierino.
3 Maggio 2026

Vincenzo D’Aquino finisce nel mirino di un 35enne di Vasto che lo minaccia e urla: «Ti ammazzo». Si chiude in un bar e si salva

PESCARA

Il lancio di una bottiglia di vetro, le urla e le minacce pesanti: “T’ammazzo!”. Poi l’inseguimento con il taglierino, finché la vittima si è rifugiata all’interno di un bar in via delle Caserme. Tutto questo è accaduto giovedì pomeriggio, di giorno e non nel pieno della vita notturna. A essere preso di mira da un uomo di 35 anni, L.P., già noto alle forze per furti in zona e altri commessi in passato, come quello in una villetta di via Primo Vere (per cui nel 2023 è scattato l’ arrestato in flagranza di reato), è stato il direttore del Fla - Festival di libri e altre cose - Vincenzo D’Aquino, che ha immediatamente contattato la squadra Volante. L’uomo è stato denunciato a piede libero per minacce aggravate dagli agenti della polizia coordinati da Pierpaolo Varrasso. L’episodio di giovedì scaturisce da una serie di situazioni anomale, che hanno visto protagonista il 35enne, originario di Vasto…

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Racconta D’Aquino, che lavora nel centro storico: «Ci sono state altre denunce prima dell’ultima. Non solo da parte mia, ma anche di alcuni esercenti. Quell’uomo vive di espedienti e gira sempre a Pescara Vecchia. Per un periodo ha dormito nel vano caldaia della mia agenzia, in via delle Caserme, e non vi dico le condizioni di degrado e sporcizia riscontrate puntualmente al momento dell’apertura degli uffici. Tra l’altro, con l’accensione senza limiti delle sigarette in un punto critico, vista la presenza di contatori e fili elettrici, ha messo anche a rischio la stessa area. Più volte ho inviato segnalazioni, finché l’amministratore di condominio ha deciso di cambiare la serratura. Forse è stato quest’ultimo fatto ad aver scatenato la sua ira funesta. Ciò che è accaduto giovedì lo avete scoperto guardando il video postato sul mio profilo facebook». Un video che riprende la scena: un uomo, pronto a scagliarsi contro il direttore del Fla senza remore e poi un post in cui D’Aquino spiega cosa è accaduto, per aprire una profonda riflessione su cosa significa esattamente garantire sicurezza. Sta bene, non è rimasto ferito, ma è preoccupato, «considerando che quell’uomo è stato denunciato a piede libero e potrebbe diventare nuovamente pericoloso». Tanti i messaggi di solidarietà, arrivati da più parti politiche e da molti cittadini. Scrive D’Aquino: «L’aggressore è conosciuto da tutti. Molti, in buona fede, lo aiutano: un caffè, due euro. L’ho fatto anche io e capisco. Ma oggi mi è più chiaro un limite: non si può aiutare chi non vuole essere aiutato. C’è un punto in cui bisogna fermarsi». Poi ringrazia le forze dell’ordine, sempre disponibili. «Resta però una sensazione difficile da spiegare: nel tempo necessario per formalizzare una denuncia, chi ti ha aggredito è già libero. Come se il tempo delle conseguenze non riuscisse a tenere il passo con quello dei fatti. Si discute spesso di sicurezza in modo generico: movida, orari. La responsabilità è individuale, e non ha orari né etichette. La mia esperienza è quella di un’aggressione accaduta in pieno giorno. Se non avessi trovato rifugio in un locale aperto, forse le conseguenze sarebbero state peggiori. La sicurezza non è solo controllo, ma anche presenza».