Pescara, dopo l’accoltellamento sotto il ponte di ferro restano i bivacchi

26 Agosto 2026

Il lungofiume è assediato dai senzatetto, l’ira dei commercianti: «Sgomberi e pulizie servono a poco»

PESCARA. Via Orazio mostra da diversi anni un volto deturpato e stanco. Neppure l’accoltellamento avvenuto due giorni fa da parte di un clochard di origini polacche, ai danni di un altro senzatetto di origine italiana ancora in ospedale, sembra smuovere più l'indignazione o impensierire commercianti e abitanti del quadrilatero compreso fra via dei Bastioni e viale Gabriele d'Annunzio. Di fatto sembra vigere negli animi di tutti una scomoda rassegnazione.

«In via Orazio questo genere di problemi ci sono sempre stati», ammette senza un accenno di apprensione una commerciante del posto, «qualche giorno fa uno di loro ha persino defecato di fronte a uno degli ingressi della mia attività, ed era completamente nudo. Per fortuna non hanno l'abitudine di entrare all'interno dei negozi, ma se ne becchi qualcuno per strada è quasi certo che elemosini 50 centesimi per andare al supermercato qui vicino ad acquistare un cartone di alcol. Dopodiché, la maggior parte del tempo, li si vede barcollare per le strade completamente ubriachi», fa notare lei.

«Non molto tempo fa erano arrangiati nei parcheggi di via Orazio e, prima che li rimuovessero, dormivano nei cassonetti dell'immondizia all'angolo. Ora gironzolano per le strade o si accampano sotto al ponte di ferro sul lungofiume». Proprio il sotto ponte menzionato dalla commerciante risulta essere il posto più ambito dai disperati, sistemati con coperte, vecchi materassi, cartoni e bottiglie o lattine di alcol. «Non sono questi senzatetto ad arrecare fastidio», precisa però Attilio Giampietro, titolare dell'omonima attività di riparazioni su via Orazio, «bensì quelli che arrivano da piazza San Cetteo, dalla Caritas o dal supermercato qui dietro. Questi accampati sotto al ponte non danno fastidio a nessuno. Il problema che nasce fra di loro si genera a causa delle diverse etnie: ci sono polacchi, africani, italiani e alcuni di altri paesi, e spesso basta una parola di troppo fra di loro per vederli azzuffarsi. Di fatto, l'accoltellamento recente è avvenuto nel silenzio più totale, senza strepiti o urla. Io mi sono accorto di cosa era accaduto solo quando ho visto arrivare l'ambulanza».

Nonostante i controlli da parte delle forze dell'ordine, sgomberi e pulizie del Comune sotto ponte, «dopo appena un'oretta molti di loro sono di nuovo lì», specifica Giampietro, e aggiunge con tono un po' spento e snervato. «Il punto, però, è che non serve a niente venire a pulire, perché è da troppo, troppo tempo che la situazione va avanti così: se l'amministrazione non agisce in modo davvero risolutivo qui non cambierà mai nulla».

C'è anche chi perde totalmente le speranze, come il titolare della macelleria Rino su via dei Bastioni, nonostante l'altruismo mostrato diverse volte nei confronti dei senzatetto. «Da molto tempo ho smesso di donare personalmente a questi disperarti un po' di cibo», spiega, «perché altrimenti li trovavo sempre qui intorno a litigare. Ora quel che posso lo dono direttamente alla Caritas». Ma la difficile accettazione delle circostanze per alcuni è tale da portarli a chiudere definitivamente la propria attività, il motivo principale, ammette amaramente un commerciante, consiste nella «totale mancanza di sicurezza della zona».

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