Pescara, polizia a corto di personale: «Tutti gli uffici in sofferenza»

La denuncia del Siulp dopo l’incontro con Pisani: «Provvedimento inadeguato per il territorio». I numeri dei “rinforzi” inferiori al 50% delle uscite del 2025: l’ira del sindacato contro la politica
PESCARA. I “rinforzi” richiesti e attesi dalla Polizia in provincia di Pescara non bastano a coprire le uscite per pensionamenti e trasferimenti del 2025 e di inizio 2026. Lo denuncia la segreteria provinciale pescarese del Siulp, il sindacato italiano unitario lavoratori polizia, con una dura nota in cui esprime tutta la delusione degli agenti dopo l’incontro con il capo della Polizia nazionale, Vittorio Pisani, in occasione della cerimonia di giuramento solenne del 231° corso Allievi Agenti e dell’intitolazione della sala operativa della questura alla memoria di Angelo D’Onofrio.
Il piano di rinforzo per il territorio pescarese è ritenuto dal sindacato «assolutamente inadeguato alle esigenze di tutti gli uffici della provincia». Questi i numeri delle unità in arrivo: 3 ispettori alla Questura, 7 agenti/assistenti per la polizia stradale («che suppliscono al 50% circa i pensionamenti», dice il Siulp), 2 agenti/assistenti per il reparto volo, 3 agenti/assistenti per la polizia di frontiera all’aeroporto, 2 ispettori e un solo agente/assistente per gli uffici tecnici di supporto (ossia la zona Tlc e l’Autocentro). «Numeri che rappresentano in maniera plastica ed inequivocabile lo stato di sofferenza con cui tutti gli uffici dovranno affrontare le esigenze di sicurezza sempre più crescenti, posto che nel 2025 e fino al 1° gennaio 2026 andranno in pensione ben 59 poliziotti», aggiungono i rappresentanti della polizia, annunciando anche numeri simili per l’anno corrente. «Abbiamo espresso la nostra perplessità per la sottovalutazione delle esigenze del nostro territorio, anche per i prossimi impegni». Un’emorragia di personale che non viene sostenuta da un adeguato progetto di sostituzione degli agenti in uscita e che sembra, ad oggi, tutto tranne che un piano di rinforzo in grado di aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini.
Il Siulp poi attacca le autorità politiche in questi mesi hanno spesso promesso impegno concreto per rinforzare il corpo di polizia sul territorio pescarese: «Abbiamo appreso, con favore, l’impegno assunto dal capo della polizia per l’istituzione di un posto di polizia a Montesilvano, anche se la nostra richiesta resta orientata per l’apertura di un commissariato, chiedendo però che il personale non sia a carico dell’attuale - e carente - organico della questura e non si replichino le promesse dello scorso mese di agosto, quando il sindaco Carlo Masci aveva condiviso l’impegno assunto dal capo della polizia, in presenza del questore e del senatore Nazario Pagano, “che tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo da noi arriverà quasi certamente un numero consistente di nuovi poliziotti, per dare maggiore forza al nostro sistema di tutela dei cittadini e di prevenzione e repressione dei reati”. La realtà oggi ci dice altro». Il sindacato ne ha anche per il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Vincenzo D’Incecco, che sui media giorni fa aveva dichiarato, relativamente all’arrivo di nuovi agenti a Pescara: «Si tratta di un risultato concreto, frutto del buon lavoro della Lega e dell'impegno del sottosegretario Nicola Molteni. La sicurezza è e resterà una priorità assoluta per il nostro partito, in Abruzzo e a livello nazionale». «Auspichiamo che d’ora in poi chi si vuole occupare di gestione della sicurezza e delle forze di polizia abbia effettiva conoscenza della realtà delle cose ed eviti di enfatizzare cose che, per come dette, restano solo nel limbo della mera propaganda politica», tuonano ancora i sindacalisti della polizia, che chiudono con altri dati allarmanti: «Abbiamo espresso la nostra perplessità nel rilevare la clamorosa mancata assegnazione di personale alla scuola controllo del territorio, riferendogli delle 14 domande di trasferimento ad altri uffici prodotte in questi ultimi tempi dal personale, di cui ben 7 avente qualifica di istruttori: dati che restituiscono con oggettività il profondo malessere derivante dagli insopportabili carichi di lavoro a cui sono sottoposti».

