Pescara

Pochi medici in pronto soccorso: la Asl mobilita gli altri reparti

19 Gennaio 2026

Pescara, in un documento interno il direttore Aurelio Soldano chiede turni aggiuntivi: solo a Pescara mancano 5 unità. Emergenza anche a Penne e Popoli. E il Pd tuona: «Inaccettabile che la tenuta dei servizi venga affidata alla buona volontà dei singoli»

PESCARA. La mail è del 15 gennaio, giovedì scorso, ore 16.58. Oggetto: “Richiesta disponibilità per turni aggiuntivi - Pronto soccorso di Penne, Popoli, Pescara e Suem 118 - impossibilità contrattualizzazione medici Co.co.co”.

La priorità della mail: “alta”. A scrivere è Aurelio Soldano, direttore del dipartimento di Emergenza-Urgenza della Asl di Pescara che si rivolge ai vertici della Asl e ai responsabili dei principali reparti per esporre il problema della carenza di personale e la necessità di sopperire con turni aggiuntivi. Nel chiedere la collaborazione di tutti, Soldano fa presente che l’emergenza a Popoli e Penne è già stata in qualche modo sistemata, mentre resta il problema al pronto soccorso di Pescara dove, scrive, «permane una carenza stimata di 5 unità mediche». Motivo per cui «si ritiene necessario reclutare disponibilità anche da Chirurgia, Medicina, Anestesia e rianimazione e Cardiologia» ai cui responsabili Soldano chiede di «verificare e comunicare la disponibilità di unità mediche a garantire turni aggiuntivi a supporto del Pronto soccorso di Pescara». Tenendo presente che nei pronto soccorso di Popoli e Penne la situazione, al15 gennaio, quando viene inviata la mail, è stata già tamponata così: a Popoli i turni sono coperti grazie al «personale medico della Chirurgia in attività di libera professione» e a Penne con due medici del dipartimento Medico e Chirurgico, anche qui in attività «libero professionale».

MISURA STRAORDINARIA «La misura», tiene a precisare Soldano, «ha carattere temporaneo e straordinario», ed è adottata «esclusivamente per garantire la sicurezza delle cure e la continuità assistenziale nelle more della definizione delle soluzioni contrattuali-organizzative». Soluzioni che si riferiscono, spiega ancora nella mail inviata per conoscenza al direttore generale Vero Michitelli e al direttore amministrativo Francesca Rancitelli, «all’impossibilità, allo stato attuale, di procedere alla contrattualizzazione dei medici con rapporto Co.co.co attualmente impiegati presso il dipartimento di Emergenza-Urgenza con particolare impatto sul pronto soccorso di Popoli, Penne, Pescara e sul Suem 118».

«SITUAZIONE GRAVISSIMA» Un documento che diventa una prova per il Pd che da tempo denuncia il problema delle lunghe attese al pronto soccorso. A farlo presene sono il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli con i segretari dei circoli cittadini di Popoli e Penne, Antonio Castricone e Margherita D’Agostino. «Da alcuni anni ormai portiamo avanti un’intensa attività di controllo e denuncia, ma spesso la direzione Asl di Pescara ha avuto modo di precisare che non sussistono problemi di personale. Scopriamo oggi che invece anche per i medici si registra una grave carenza che, in via eccezionale, la Asl vorrebbe coprire chiedendo su base volontaria ai medici di altri reparti di effettuare turni aggiuntivi e meglio remunerati». Ma, tuona il Pd a proposito di questo documento della Asl, «quello che emerge è gravissimo e certifica una situazione di profonda sofferenza nei Pronto soccorso di Penne, Popoli, Pescara e nel Servizio sanitario di urgenza-emergenza medica 118, causata dall’impossibilità di procedere alla contrattualizzazione dei medici con rapporto co.co.co. e dalla carenza strutturale di personale medico».

«DAI 480 AI 640 EURO LORDI» Gli esponenti del partito Democratico fanno poi presente che i turni, eseguiti al di fuori dell’orario di lavoro, avranno un aggravio di costi per l’azienda - in quanto effettuati in regime di libera professione, 480 euro lordi per un turno eseguito di mattina o pomeriggio, 640 euro lordi per un turno notturno - da medici che già prestano il proprio servizio, mettendo a dura la prova la loro resistenza fisica e in pericolo la sicurezza dei pazienti».

L’ATTACCO «È inaccettabile che la tenuta dei servizi di emergenza-urgenza venga affidata alla buona volontà dei singoli professionisti, chiamati a coprire turni aggiuntivi in condizioni di precarietà e stress, con notevoli rischi per loro stessi e per i pazienti. È inaccettabile che la sicurezza delle cure venga subordinata all’improvvisazione e alla mancanza di soluzioni strutturali. È inaccettabile che questo aggravio di costi ricada al solito sui cittadini abruzzesi. Già a febbraio 2025, in un corposo dossier, avevamo evidenziato le gravi criticità dei Pronto Soccorso di Pescara-Penne-Popoli e la carenza di dirigenti medici, ricevendo dai vertici della Asl le solite rassicurazioni, salvo scoprire che avevamo ragione».

LA RICHIESTA ALLA REGIONE Di qui la richiesta del vice presidente del consiglio regionale: «Chiedo con forza alla Giunta regionale e all’assessore alla Sanità di riferire immediatamente in Consiglio regionale sulla situazione dei Pronto Soccorso della Asl di Pescara, di chiarire quali misure si intendano adottare per garantire la continuità assistenziale, e di chiarire la durata di questa misura eccezionale di reclutamento e le modalità che verranno adottate al termine di questo periodo. Non vorremmo ritrovarci un giorno con le prestazioni sanitarie dei Pronto soccorso, e della sanità pubblica, appaltate a cooperative o società private».

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