Ricorso contro gli assessori spunta la firma di Aliano

La questione delle quote rosa nella giunta Di Mattia, tra gli atti depositati al Tar per conto del Pdl compare l’ex alleato del sindaco che accusa: nomine illegittime

MONTESILVANO. C’è Anthony Aliano, l’ex assessore cacciato dalla prima giunta Di Mattia, dietro il ricorso al Tar sulle quote rosa che mette a rischio la nomina dei 7 assessori della giunta bis. Aliano, primo alleato del sindaco Pd Attilio Di Mattia durante la campagna elettorale e adesso primo dei nemici, è uno degli avvocati che hanno partecipato alla stesura del ricorso firmato poi da Manola Musa, capogruppo Pdl, e da Elisabetta Vespasiani, attivista dei movimenti sociali vicina a Rifondazione comunista. Il ricorso ha il timbro dell’avvocato Paola Cianci, del foro di Vasto e consigliera di Rifondazione comunista, e chiede lo scioglimento dell’attuale giunta comunale, composta da 7 assessori ma senza nessuna donna. E Aliano? Il nome e cognome dell’ex assessore spuntano con la presentazione degli atti al Tar di Pescara. Musa non ne fa un mistero: «Aliano, da avvocato, ha curato il ricorso per conto del Pdl». L’ex alleato di Di Mattia è vicino al Pdl o è solo una pratica come le altre? Nessuna risposta a questa domanda anche se la scelta dell’avvocato Aliano potrebbe non essere un caso. E a rischiare, poi, sono proprio gli assessori: con il ricorso si contestano le nomine degli assessori Adriano Chiulli, Vincenzo Fidanza, Feliciano D’Ignazio ed Enea D’Alonzo del Pd, Lino Ruggero (Udc), Mario Nino Fusco di Montesilvano Bene Comune e Germano D’Aurelio, alias ’Nduccio.

«Le nomine degli assessori sono illegittime», afferma Musa, «il sindaco poteva pensarci prima e garantire la presenza in giunta della quota rosa mentre adesso sarà obbligato dai giudici amministrativi. Purtroppo», critica Musa, «quando in un’amministrazione ci sono troppi colori è difficile scegliere le persone». E adesso cosa accadrà? Entro la fine di luglio, potrebbe essere fissata un’udienza per discutere la possibile sospensione dei decreti di nomina degli assessori. Poi, presumibilmente da ottobre in avanti, si entrerà nel merito e i giudici valuteranno la scelta di Di Mattia. Ma, a quella data, il motivo del contendere potrebbe essere già cessato: dopo un incontro con la consigliera di parità della Regione Abruzzo Letizia Marinelli, il sindaco ha assicurato che nominerà una donna in giunta entro il 31 ottobre prossimo.

Il ricorso con la regia di Aliano accusa Di Mattia di «eccesso di potere»: «I decreti non danno dimostrazione di alcuna assoluta impossibilità di attuazione del principio delle pari opportunità in quanto», dice il documento, «non vengono indicati, nemmeno in termini sommari, le concrete ragioni che hanno impedito di promuovere candidature diversificate tra generi all’interno delle compagini partitiche o dei gruppi consiliari, ovvero tra l’elettorato attivo di genere femminile, in grado di conciliarsi con le concorrenti esigenze di equilibrio politico».

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