Scontro Usb-D’Incecco: «Noi non siamo manovrati, lui non sente il carovita»

3 Novembre 2026

Il sindacato attacca il consigliere della Lega che parla di «marionette della sinistra».

Nel mirino il video virale con il faccia a faccia tra una manifestante e la polizia

PESCARA

È scontro aperto tra il sindacato Usb e Vincenzo D’Incecco, coordinatore abruzzese della Lega e capogruppo regionale. La polemica ruota intorno alla ragazza di 26 anni, arrivata venerdì scorso da Roma a Pescara per protestare contro il carovita durante il corteo dello sciopero generale e che, davanti al cordone delle forze dell’ordine in assetto antisommossa, ha detto: «Toglietevi i caschi, i manganelli e gli scudi. Non vi faremo niente. Vi stiamo chiedendo solo di unirvi a noi come atto di resistenza per questo Paese». Il video della 26enne con le mani incrociate sul petto, mentre si sfiorava lo scontro tra manifestanti e forze dell’ordine, è diventato virale superando le 200mila visualizzazioni.

POLITICA E CAROVITA

Secondo D’Incecco, quel video sarebbe un esempio da manuale di strumentalizzazione politica: «Ma veramente dobbiamo farci prendere per il di dietro da questi pseudo intellettuali, animatori di centri sociali e marionette della sinistra italiana?», ha scritto il consigliere sulla sua pagina Facebook scatenando una ridda di commenti.

L’USB: CHE ELEGANZA

La presa di posizione di D’Incecco, rilanciata ieri dal Centro, innesca la replica dell’Usb, il sindacato che ha proclamato lo sciopero generale di quattro giorni fa a Pescara: «Le parole del consigliere leghista, che definisce la giovane una “marionetta della sinistra”, parla di “pseudo intellettuali e animatori di centri sociali” e bolla la protesta, con l’eleganza lessicale a cui questa politica ci ha abituato, come una “presa per il di dietro”, rappresentano un attacco politico e personale di inaccettabile gravità. Non siamo di fronte a una critica politica», afferma l’Usb, «ma a un tentativo di delegittimare, criminalizzare e svuotare di senso una mobilitazione trasversale contro un problema reale e drammatico: l’aumento insostenibile del costo della vita, che colpisce pensionati, lavoratori precari, studenti e famiglie, ma evidentemente non l’onorevole D’Incecco».

«NON SIAMO MANOVRATI»

Dalla sua pagina Facebook, il consigliere della Lega ha detto quello che pensa della protesta: «Non scambiamo i problemi con le proteste dei manovrati». Non è affatto così secondo l’Usb: «La manifestazione di venerdì è stata una delle tante iniziative promosse contro il carovita», dice il sindacato, «non è stata “manovrata” da alcuna forza politica: è stata animata da cittadine e cittadini che, concretamente, non riescono più a far quadrare i conti». Nel video virale, la ragazza racconta le difficoltà dei giovani: «A 26 anni, non posso permettermi di fare la spesa perché non ho soldi e non riesco a trovare lavoro». L’Usb spiega: «La testimonianza di Silvia, “a 26 anni non posso fare la spesa” è la fotografia di una generazione precarizzata, di salari fermi e di affitti insostenibili. Ironizzare sul fatto che una giovane si sposti da Roma per partecipare a una manifestazione significa non comprendere, o peggio, voler nascondere, la gravità della condizione materiale in cui versano milioni di persone». Secondo il sindacato, «è D’Incecco, con le sue dichiarazioni, a strumentalizzare la protesta. Attraverso la retorica del “manovrato” e della “marionetta”, il leghista tenta di spostare l’attenzione dal merito delle rivendicazioni, salari, pensioni, prezzi, diritto alla casa, a un presunto complotto ideologico. Una tattica nota e collaudata: quando non si hanno argomenti per rispondere nel merito, si attacca chi protesta. La verità è che la Lega, al governo e nelle istituzioni locali, non ha alcuna intenzione di affrontare le cause strutturali del carovita, preferendo invece alimentare lo scontro sociale e la divisione tra i lavoratori».

«LOTTA DI DIGNITà»

Il sindacato di base ribadisce i suoi capisaldi: «Il diritto di manifestare è un diritto costituzionale, e la richiesta di proseguire un corteo oltre i limiti stabiliti è legittima espressione di dissenso, non un crimine; la lotta contro il carovita non è né di destra né di sinistra: è una battaglia di dignità e sopravvivenza che riguarda tutti e tutte; chi ricopre cariche istituzionali ha il dovere di ascoltare il disagio sociale, non di irriderlo o di etichettarlo come “manovrato”; le dichiarazioni di D’Incecco», prosegue l’Usb, «offendono non solo Silvia, ma l’intera comunità di lavoratrici e lavoratori che si è mobilitata. Usb esprime piena e incondizionata solidarietà a Silvia, a tutte le manifestanti e i manifestanti presenti venerdì a Pescara, e a chiunque scelga di scendere in piazza per rivendicare il diritto a un salario dignitoso, a una pensione equa, a un futuro senza precarietà». L’Usb chiude con un appello: «Invitiamo tutte le organizzazioni sindacali, sociali e politiche democratiche a respingere con fermezza questo attacco e a rilanciare la mobilitazione contro il carovita».

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