Spending review, l’Abruzzo perde 4 tribunali A rischio le province di Pescara e Teramo 

La spending review del governo potrebbe sopprimere anche quella di Teramo. I tagli cancellano i tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto: la protesta degli avvocati

PESCARA. L’Abruzzo perde la proroga-terremoto. I suoi tribunali minori (Lanciano, Vasto, Sulmona, Avezzano) dovranno chiudere come tutti quelli indicati nel decreto approvato ieri dal consiglio dei ministri. Chiusura obbligata anche per le sezioni distaccate dei tribunali (Ortona, Giulianova, Atri, San Valentino, Penne e Atessa) con trasferimento di tutto il personale ai tribunali di L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo.

Per il coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone si tratta di «una decisione che va assolutamente rivista. Ci opporremo con fermezza e adotteremo ogni mezzo parlamentare a nostra disposizione per far valere l'emendamento che, nei mesi scorsi, su proposta del sottoscritto insieme ai senatori Fabrizio Di Stefano, Paolo Tancredi e Andrea Pastore con Giovanni Legnini, prevedeva il differimento di trentasei mesi dell'esercizio della delega, a seguito del sisma». Anche per Legnini si tratta di una decisione «inaccettabile poiché viola la disposizione di proroga di 3 anni che era stata approvata dal parlamento nei mesi scorsi. È vero che l'attuazione delle chiusure programmate viene differita di 3 anni, quindi al 2016, ma è altrettanto vero che ciò che il parlamento, su mia proposta, aveva inteso programmare non era l'attuazione della delega ma il suo esercizio. Cercheremo di far cambiare idea al governo nelle prossime settimane».

Protestano gli avvocati. A Sulmona il presidente degli avvocati Gabriele Tedeschi ha convocato un’assemblea pubblica per lunedì. Il presidente degli avvocati di Lanciano Sandro Sala si mostra deluso per la mancata accettazione da parte del ministero del progetto di fusione con il tribunale di Vasto: «Conti alla mano la chiusura di Lanciano e la fusione con Chieti porterà solo costi aggiuntivi», dice.

Province. Fa discutere anche la soppressione delle province. I criteri esatti scelti dal governo saranno resi noti solo tra due settimane, ma si sa che a rischio in Abruzzo sono Pescara e Teramo, perché sotto i 350 mila abitanti (Pescara è a quota 323 mila, Teramo a 312 mila). Per il calcolo degli enti da tagliare, infatti, il governo ha fatto sapere che si dovranno rispettare due criteri: la dimensione territoriale (che dovrebbe essere di 3mila km quadrati) e popolazione residente (numero di abitanti inferiore a 350 mila). Per varare la soppressione si agirà di concerto con i Consigli delle autonomie locali, presenti in ogni Regione, che stileranno un piano di riduzione e accorpamento. Sulla base di questo verrà poi presentato un atto legislativo di iniziativa governativa, sentita ciascuna regione.

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