Sub morto durante un’escursione subacquea: «Non poteva immergersi»

17 Febbraio 2026

Il 54enne Ugo Coppola avrebbe indossato la tuta sportiva fin dalla partenza, restando sotto il sole per 45 minuti

PESCARA. Ugo Coppola non sarebbe dovuto salire su quel gommone il 13 agosto scorso perché, secondo le indagini che ora si avviano verso la conclusione, il sub 54enne non era considerato idoneo a svolgere alcuna attività subacquea. Non soltanto quella immersione che gli è costata la vita. Coppola, partito in autonomia da Pescara per coltivare la sua passione e tuffarsi nelle acque al largo di Ravenna, con l’obiettivo di esplorare il Relitto del Paguro, si trovava già in uno stato di disidratazione prima ancora di entrare in mare.

Aveva infatti indossato la muta stagna fin dalla partenza, restando sotto il sole per i 45 minuti di navigazione necessari a raggiungere il punto d’immersione a bordo del gommone del centro Dive Planet di Rimini. Quell’esperienza tanto attesa, però, si è interrotta dopo pochissimi minuti. Dalle 10.25, orario di discesa in acqua, alle 10.30, quando è sopraggiunto l’arresto cardiaco. Alcuni componenti del gruppo avrebbero notato subito segnali di difficoltà: dal gommone lo avrebbero visto riaffiorare, per poi inabissarsi nuovamente fino a scomparire.

Nonostante questo, la richiesta di intervento alla Capitaneria di porto sarebbe stata inoltrata soltanto intorno alle 13.30. Sono questi gli elementi raccolti nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Silvia Ziniti sulla morte del 54enne. Quattro le persone iscritte nel registro degli indagati, a vario titolo, per omicidio colposo e omissione di soccorso: il 59enne fondatore del Dive Planet di Rimini, struttura con cui la vittima aveva organizzato l’uscita, due collaboratori del centro – un 44enne di Bellaria-Igea Marina e un 27enne di Perugia – e una dottoressa romana di 41 anni, specializzata in medicina subacquea e iperbarica, che aveva firmato i certificati di idoneità utili al conseguimento dei brevetti.

L’esito dell’autopsia, affidata all’anatomopatologa Giovanna Del Balzo dopo il ritrovamento del corpo, avvenuto il 2 ottobre sulla spiaggia di Ponte Sasso di Fano, dove era stato trascinato dalle correnti, ha parlato di «causa endogena naturale per arresto cardiaco irreversibile», in un soggetto già affetto da patologie e portatore di pacemaker. La consulente nominata dalla Procura si è avvalsa a sua volta del parere del dottor Fabio Faralli, contrammiraglio medico della Marina ed esperto in attività subacquee.

Le conclusioni del tecnico evidenziano come l’ambiente subacqueo rappresenti un contesto peculiare, nel quale determinate condizioni cliniche possono aggravarsi sensibilmente. Nel caso specifico, la combinazione delle patologie pregresse avrebbe reso il 54enne non idoneo a effettuare immersioni. Una valutazione che ha indotto gli inquirenti ad ampliare il numero degli indagati, includendo chi aveva espresso pareri sanitari necessari per ottenere le abilitazioni, inizialmente negate da una prima scuola di Pescara alla quale Coppola si era rivolto.

Alla luce degli ultimi accertamenti, la Procura ha riformulato la richiesta di incidente probatorio, ossia un accertamento tecnico irripetibile finalizzato ad acquisire in anticipo elementi di prova durante la fase delle indagini preliminari. Tra gli esami previsti figura anche l’analisi dei dati registrati dal computer subacqueo utilizzato dalla vittima, che potrebbero fornire informazioni su parametri vitali, movimenti e fasi dell’immersione.

Gli indagati, assistiti dai rispettivi legali, potranno nominare consulenti di parte, così come la madre del 54enne, difesa dall’avvocato Domenico Ciancallini, potrà seguire gli sviluppi delle perizie. Una volta completati questi approfondimenti, l’indagine potrebbe avviarsi verso la chiusura. Il fascicolo raccoglie già numerosi documenti, tra certificazioni mediche, brevetti e testimonianze, comprese quelle dei compagni di escursione. Alcuni di loro, fin dalla partenza, gli avevano suggerito di non indossare quella muta nera sotto il sole cocente di agosto.

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