Terrorismo, la madre del 17enne: «Mio figlio ama la storia, lo ha fatto per curiosità»

La donna sotto choc: «Davanti ai carabinieri ha ammesso tutto, ha pianto». E sulle chat naziste: «Non riusciva a uscire, aveva paura delle loro ritorsioni»
PESCARA. «Mamma, ho fatto delle cose gravi, ma mi hanno incastrato». Quando alle 5 del mattino nell’appartamento, a Umbertide, sono piombati i carabinieri del Ros con i cani molecolari è riaffiorato l’incubo di una mamma già vissuto a luglio 2025: la vita di un ragazzo – «lo definirei il solito “bamboccione”», dice la mamma – viene travolta da accuse pesantissime di terrorismo e dal sospetto di una strage progettata al liceo Misticoni di Pescara, che si sarebbe dovuta concludere con il suo suicido. Ma chat, ricerche online come fabbricazioni di armi ed esplosivi simili a quelli utilizzati per le stragi di Bruxelles e Parigi, sarebbero state fatte «solo per curiosità».
«Mio figlio è molto appassionato di storia», racconta al Centro la mamma del 17enne, che ha passato già la prima notte nell’istituto minorile di Firenze e tante altre ne dovrà passare perché accusato di terrorismo e con l’intenzione di progettare una strage nel liceo pescarese, l’istituto artistico frequentato da molti suoi amici che il giovane programmava di rivedere domani, quando sarebbe tornato con il treno in città per riabbracciare anche il papà in occasione della Pasqua.
«Lui aveva paura di qualche ritorsione da parte dei membri di quei gruppi, aveva paura di uscirne, temendo ritorsioni contro la sua famiglia, poiché nel gruppo si parlava di armi e violenza». Ma per gli inquirenti, che hanno passato al setaccio i suoi dispositivi, quella versione non convince e il materiale trovato nei gruppi Telegram, come “Liberia” che amministrava, sono la prova inconfutabile di «un soggetto socialmente pericoloso».
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