Tragedia di Rigopiano, Marsilio: «Un calvario senza fine. Il nostro dolore è ancora vivo»

Alla cerimonia di commemorazione interviene anche il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri: «Si doveva prevedere, ora però Farindola riparta»
«È una comunità che conserva ancora intatto il proprio dolore, anche perché questa vicenda continua a non avere una parola fine. Forse tra un mese avremo la sentenza, poi probabilmente un ritorno in Cassazione: un calvario senza fine». Lo afferma all'ANSA il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, rispondendo a una domanda a margine della cerimonia di commemorazione della tragedia di Rigopiano, avvenuta nove anni fa, in cui morirono 29 persone. «Come presidente della Regione - spiega - ho cercato di onorare la memoria di queste vittime facendo ciò che prima non era stato fatto: la pianificazione sulla carta delle valanghe, il rafforzamento del sistema di Protezione civile, la creazione dell'agenzia regionale di Protezione civile per avere un sistema più efficiente, capace di reagire alle emergenze con maggiore tempestività e autonomia di intervento. Per garantire la sicurezza delle persone continueremo ad andare avanti su questa strada».
«Ricordo benissimo quei giorni della tragedia e comprendo la disperazione che ancora vivono i parenti delle vittime, perché è assolutamente vero che si poteva e si doveva prevedere almeno nelle ultime ore. Questo resta per tutti noi un elemento che lascia ferite aperte». Così all'ANSA Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, a margine della cerimonia di commemorazione delle vittime di Rigopiano, a nove anni dalla tragedia che costò la vita a 29 persone. «Ora però Farindola deve anche ripartire e fare tesoro di questa enorme tragedia. Sono luoghi bellissimi che, messi in sicurezza e con la dovuta attività di prevenzione, meritano di essere visitati e frequentati, anche per ridare vita a un territorio che altrimenti verrebbe ricordato sempre e solo per questa tragedia. Speriamo di trovare giustizia»

