PESCARA

Un referendum sulla sede regionale nell’area di risulta

Iniziativa del consigliere Costantini, già promotore della consultazione per l’istituzione di Nuova Pescara: «Per una scelta così strategica vanno ascoltati anche i cittadini. Bastano 5mila firme entro dicembre»

PESCARA. Un referendum consultivo aperto alla cittadinanza per farla esprimere sul progetto di realizzazione della sede della Regione nell'area di risulta.
È la proposta che arriva da Carlo Costantini (vedi foto in basso), consigliere comunale di Azione - Terzo Polo. Già promotore del referendum consultivo nel 2014, che poi ha portato alla legge regionale per l’istituzione della Nuova Pescara, l’avvocato e consigliere comunale ancora una volta si avvale di uno strumento di partecipazione popolare. «Lo scorso 20 settembre, il Comune di Pescara e la Regione hanno firmato un protocollo d’intesa con il quale hanno stabilito che la nuova sede regionale dovrà trovare collocazione all’interno delle aree di risulta, nella porzione di terreno posta in adiacenza a corso Vittorio Emanuele e prospiciente la stazione centrale, il capolinea degli autobus e via Piave», ricostruisce Costantini. «Questa scelta, proprio perché strategica per lo sviluppo dei prossimi 30 anni di Nuova Pescara, è sbagliata nel metodo e nel merito».


NUOVA PESCARA IGNORATA
Secondo il consigliere, il primo punto debole della scelta sta nel non aver «ragionato in termini di Nuova Pescara, non coinvolgendo a pieno titolo le attuali amministrazioni di Spoltore e Montesilvano, e prendendo in considerazione il solo attuale perimetro urbano di Pescara, e non il ben più ampio ed esteso perimetro urbano di Nuova Pescara. L’attuale città di Pescara ha la superficie territoriale più limitata tra i tre comuni e una densità di ben 3.600 abitanti per chilometro quadrato, tra le più alte d’Italia», commenta.

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REFERENDUM: DUE QUESITI
Costantini propone due quesiti: il primo riguarda la volontà di revocare la delibera e il protocollo d’intesa che hanno segnato l’inizio del percorso per la realizzazione della sede nell’area di risulta. Il secondo quesito si estende alla Nuova Pescara, chiedendo se la collocazione del futuro palazzo regionale debba essere decisa sulla base di una valutazione che tenga conto del territorio di Pescara, Montesilvano e Spoltore messe insieme.
«Questa scelta», prosegue Costantini, «è sbagliata nel metodo anche perché operata senza consultare forze economiche e produttive e soggetti sociali e culturali del territorio, rinunciando, quindi, al loro apporto conoscitivo e di esperienza. Ed è sbagliata nel merito, perché basata esclusivamente su parametri di comodità amministrativa (la Regione ha i soldi da spendere e il Comune ha l’area da riempire che consente alla Regione di spendere i soldi), che rispondono alle stesse logiche che storicamente sono alla base di tutti i problemi e le difficoltà con i quali i cittadini sono costretti a convivere, a partire dal traffico e dalla indisponibilità di aree verdi e di parcheggi», accusa.
5MILA FIRME ENTRO DICEMBRE
Secondo quanto stabilisce l'articolo 39 dello Statuto, le firme necessarie per la presentazione della richiesta del referendum dovranno essere pari al 5 per cento dei cittadini elettori, cioè circa 5 mila. «L’istanza di referendum dovrà essere presentata al sindaco Carlo Masci entro il 31 dicembre, perché solo rispettando questo termine sarà possibile fissare la consultazione prima del 30 giugno 2023, secondo l’articolo 13 del regolamento», illustra Costantini. Se ci sarà il benestare di 5mila pescaresi che apporranno la loro firma alla proposta, l'appuntamento elettorale dovrà essere celebrato obbligatoriamente, ma essendo un referendum consultivo, il risultato poi non sarà vincolante, ma dipenderà dal valore attribuito alla consultazione popolare. «Ritengo che una scelta così importante per il futuro della città debba coinvolgere i cittadini e ho avviato a nome di Azione – Terzo Polo, sollecitando l’adesione del resto delle forze di opposizione, l’iter per l’indizione del referendum consultivo. Per prendere questa decisione così strategica, non è stato consultato nessuno, a questo punto sentiamo cosa ne pensano i cittadini».