Voli, Ryanair riduce anche Barcellona 

Dopo lo stop a Torino e i tagli su Bergamo e Londra, addio al nuovo collegamento del lunedì con la capitale catalana 

PESCARA. La compagnia irlandese low cost Ryanair infligge un altro colpo basso allo sviluppo dell’Aeroporto d’Abruzzo ormai da mesi al centro di polemiche e scontri istituzionali tra Regione e Saga per la mancata nomina del nuovo direttore generale e accountable manager ai quali si sono sommati tagli o riduzioni di collegamenti aerei.
Dopo l’addio alla rotta Pescara-Linate di Ita Airways, sono arrivati lo stop di Ryanair al Pescara-Torino e il ridimensionamento di giorni e orari per raggiungere dall’Abruzzo Londra e Bergamo. E ora salta anche il volo per Barcellona previsto il lunedì, nella stagione invernale, che proprio da quest’anno avrebbe dovute fare il suo esordio, come annunciato prima dell’estate dalla compagnia irlandese. Così, per lo scalo abruzzese, gestito dalla società Saga, controllata quasi totalmente dalla Regione, che ne è socio di maggioranza, si annuncia una stagione winter da cura dimagrante dopo le performance estive che hanno fatto segnare numeri di arrivi e partenze superiori ad aeroporti concorrenti, per dimensioni simili ed area geografica condivisa, in particolare Ancona.
Ma l’Abruzzo si ritrova a pagare le conseguenze di uno scontro frontale in atto, senza precedenti, tra Ryanair e il governo Meloni sul decreto taglia-prezzi, chiamato da Michael O’Leary «decreto-spazzatura» in una conferenza stampa a Milano di pochissimi giorni fa.
Parlando del provvedimento, il numero uno della principale low cost europea (e primo vettore italiano), lo ha definito «idiota, stupido e illegale». Parole molto pesanti, pronunciate prima di annunciare l’ampliamento dell’offerta con dieci nuove tratte internazionali da Malpensa e Orio al Serio (Bergamo), base storica di Ryanair in Italia, ma anche un calo di voli nazionali per colpa del decreto. Tagli che stanno interessando non solo lo scalo abruzzese ma anche altri aeroporti d’Italia.
Immediata è stata la replica del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: «L’Italia», ha ribattuto, «è un Paese sovrano, non si fa ricattare da alcuno». Mentre il presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli, ha definito «infondate» le critiche al decreto. A suo dire la norma «non limita la facoltà delle compagnie di determinare indipendentemente le proprie politiche di prezzo», ma punta a «perseguire un obiettivo di natura perequativa», impedendo «lo sfruttamento abusivo del potere di mercato a pregiudizio di consumatori particolarmente vulnerabili».
Questi, in estrema sintesi, i termini dello scontro in atto e le posizioni contrastanti. Sta di fatto che il nostro aeroporto si trova a subire, impotente, tagli dopo tagli.
Nel caso del Pescara-Barcellona, Ryanair non ha disdetto gli altri due voli previsti la domenica e il mercoledì. Ma, allo stesso tempo, ha mantenuto occupati gli slot, cioè i voli prenotabili, di marzo 2024 per la linea Pescara-Torino, interrotta nel periodo invernale 2023/2024, impedendo così alla Regione e alla Saga qualunque possibilità di cercare compagnie aeree alternative. Nonostante gli ingenti finanziamenti regionali che le compagnie low cost incassano in Abruzzo sotto forma di sponsorizzazioni pubblicitarie. È come andare allo stadio o al teatro senza pagare alcun biglietto, piazzare il cappello sulla poltroncina in tribuna per tenere il posto occupato ma non presentarsi allo spettacolo o alla partita. (l.c.)
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