Serie A

Il commentone della 20esima giornata di Serie A

19 Gennaio 2026

Tre vittorie di misura consentono a Inter, Milan e Napoli di correre, delineando sempre più una corsa a tre per il titolo. Poco più dietro insegue la Roma, che stacca la Juventus dopo la sconfitta di Cagliari. In zona retrocessione, continua la striscia positiva della Fiorentina, che aggancia il quartultimo posto

Pisa vs Atalanta

La 21esima giornata si apre con l’anticipo del venerdì tra Pisa e Atalanta. Sono i padroni di casa a partire meglio, con più di un’occasione che spaventa la retroguardia orobica: al 21’ Touré supera due avversari in bello stile e poi calcia sul primo palo, trovando l’attenta risposta di Carnesecchi; un minuto più tardi altra chance per le Torri, con Marin che smarca Aebischer: lo svizzero si ritrova praticamente a tu per tu con il portiere ma non calcia, temporeggiando per servire Meister a centro area: la conclusione dell’ex Rennes è però centrale e viene agevolmente respinta dall’estremo difensore nato a Rimini. Anche nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match: i toscani sono più pericolosi negli ultimi metri, mentre la Dea fatica a trovare occasioni promettenti. Al 52’ Carnesecchi è ancora formidabile: corner di Tramoni e stacco imperioso di Moreo, che viene salvato con un miracolo assoluto. È dopo l’ennesima opportunità che i bergamaschi cercano di svoltare la partita: De Ketelaere va via a Coppola con un tunnel, poi resiste di fisico e appoggia a Scalvini, con Semper che si supera e nega lo 0-1. Non sembra che nessuna delle due squadre riesca a sfondare il muro difensivo dell’altra, ma all’83’ cambia tutto: azione insistita degli uomini di Palladino, con il pallone che poi arriva tra i piedi di Sulemana dopo l’appoggio di Ederson: il cross del ghanese carambola tra i piedi di Krstovic dopo una deviazione, con l’ex Lecce che è il più lesto sottoporta a insacca da pochi passi. Nonostante una gara decisamente poco brillante, la Dea trova il vantaggio, a 7 minuti dal gong. Ma i padroni di casa non si abbattono e riprendono subito ad attaccare, venendo premiati appena 4 minuti più tardi: traversone a rientrare di Leris e deviazione aerea decisiva di Durosinmi, che dopo appena 21 minuti dall’ingresso in campo si iscrive per la prima volta nel tabellino del nostro campionato. Debutto stellare per l’ex Viktoria Plzen, sul quale è stato fatto un investimento molto importante in questa sessione di mercato e che ha già lasciato il segno. Pareggio che dà una grande spinta specialmente al Pisa, mentre si ferma la striscia di vittorie dell’Atalanta.

Udinese vs Inter

Il sabato inizia con la sfida tra Udinese e Inter. I nerazzurri vogliono dar seguito alla striscia di imbattibilità, con ben 7 vittorie e un pareggio nelle ultime 8 giornate; di fronte c’è la squadra di Runjaic, l’unica non big ad aver battuto la Beneamata. Il Biscione cerca subito di indirizzare la gara, prima provandoci al 4’ con Lautaro e poi riuscendoci sempre con il proprio capitano: verticalizzazione immediata di Zielinski, sponda di esterno di Esposito e palla tra i piedi dell’argentino, che elude l’intervento di Kristensen con una bella finta di corpo, resiste all’assalto di Karlstrom da dietro e con l’esterno pesca l’angolino, trovando l’11esimo centro in campionato. Gol stupendo dell’ex Racing, che con una magia sblocca una partita difficilissima. I nerazzurri provano allora a sfruttare l’inerzia: al 28’ un grande intervento di Okoye nega la gioia personale a Dimarco, che si era coordinato dal limite dell’area. Nella ripresa si fa sentire un po’ la stanchezza e i meneghini pian piano arretrano il proprio baricentro, con i bianconeri che tentano di costruire azioni promettenti. E allora Chivu corre ai ripari, memore delle tante rimonte subite negli ultimi minuti dello scorso anno: nel finale i lombardi si schierano addirittura con un inedito 5-4-1, con Akanji a centrocampo per schermare i passaggi avversari. E alla fine le scelte del tecnico rumeno ripagano, con i nerazzurri che continuano a volare e mettono pressione al Napoli.

Napoli vs Sassuolo

Al Maradona il Napoli ospita il Sassuolo e vuole tornare a vincere davanti al proprio pubblico, con l’ultima vittoria casalinga che risale a oltre un mese fa. I partenopei vogliono voltare pagina, mettendo in campo fin da subito grande intensità. E al 7’ arriva l’1-0: Spinazzola trova un gran corridoio per Elmas, la cui conclusione viene respinta da Muric; il pallone però si impenna e cade sul destro di Stanislav Lobotka, che la piazza sotto alla traversa e torna a segnare a distanza di 1251 giorni dall’ultima volta. Era diventato un digiuno troppo prolungato per un giocatore così importante, uno degli insostituibili di Conte. Paradossalmente, però, il gol subito dà molto coraggio ai neroverdi, che riescono velocemente a resettare: al 10’ grande assolo di Laurienté e ottima parata di Milinkovic-Savic, con Pinamonti che non riesce a insaccare sulla ribattuta per il provvidenziale intervento in scivolata di Juan Jesus. Anche nella ripresa gli emiliani non rinunciano ad attaccare: dopo appena 4 minuti dal rientro in campo, Lipani viene dimenticato dalla retroguardia azzurra e prova ad aprire il piattone, con Milinkovic-Savic che è ancora una volta decisivo. Anche i campani nei secondi 45 minuti reggono, chiudendo tutti gli spazi e stroncando sul nascere le azioni degli uomini di Grosso. Siamo nel momento clou del campionato, in cui molte squadre dovranno affrontare un vero e proprio tour de force con il ritorno delle coppe europee e i campioni d’Italia devono far fronte anche a numerose assenze, con Rrahmani e Politano che si aggiungono alla lunga lista. Non ci si può esimere però dal fare una critica a mister Conte, che non ha indovinato alla perfezione la preparazione atletica estiva e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ad ogni modo, il Napoli si porta momentaneamente a pari punti con il Milan e tiene il passo dell’Inter, ottenendo un successo fondamentale.

Cagliari vs Juventus

In serata si sfidano Cagliari e Juventus, con i bianconeri che vogliono dar seguito all’ultimo ottimo periodo. E al 15’ subito un episodio chiave: Miretti riceve in area e viene atterrato da Mazzitelli, con Massa che indica il dischetto senza esitazioni. Il direttore di gara della sezione di Imperia viene però richiamato all’on field review, per riguardare il contatto: in effetti, l’ex capitano del Frosinone interviene prima sul pallone e poi tocca l’avversario, con la decisione finale che gli dà ragione. È sempre Miretti l’uomo più pericoloso per la Vecchia Signora, con un’altra, buona chance al minuto 25: l’ex Genoa viene favorito da una sponda di David e conclude potentemente, con Caprile che salva nonostante la deviazione. È molto interessante il miglioramento che il classe 2003 ha avuto quest’anno: grazie anche al cambio modulo, sta collezionando ottime prestazioni, con la sua posizione in campo che è di difficile lettura per le difese avversarie. Nel secondo tempo i piemontesi continuano a mettere pressione alla difesa rossoblu ma sempre senza creare enormi grattacapi o situazioni pericolose, con le conclusioni che arrivano soprattutto da oltre 20 metri a causa dell’ottima fase difensiva degli uomini di Pisacane. E, alla prima vera opportunità, il Casteddu graffia il match, al 65’: traversone dalla trequarti di Gaetano e girata splendida di Mazzitelli, che di prima intenzione manda in porta mantenendo il pallone quasi rasoterra. Il primo gol con gli isolani di Luca Mazzitelli è magnifico, a coefficiente di difficoltà elevatissimo. È un momento molto complicato per le Zebre, che faticano a svuotare la mente dopo lo svantaggio. E allora Yildiz cerca di trascinare i suoi, provando di tutto nel finale: al 79’ chiede e ottiene l’uno-due da McKennie, salta Gaetano con un bel destro-sinistro e impegna Caprile con un bolide, che l’ex estremo difensore del Napoli respinge. Ma la chance più importante arriva 5 minuti più tardi, sempre su iniziativa del 10: il turco riceve tra le linee e conclude, con la deviazione di Mina che manda fuori tempo Caprile, graziato dal legno. I minuti di recupero sono un vero e proprio assedio, ma nessuno di questi ultimi attacchi evita ai bianconeri la sconfitta. Una statistica sul match inquadra un primato negativo raggiunto da Locatelli e compagni: dalla stagione 2004/2005, ovvero da quando Opta raccoglie questo dato, la Juventus è la prima squadra che ha perso un match di Serie A con un possesso palla di almeno il 78%. Bisogna sicuramente analizzare bene i dati, di fatti non c’è stato un predominio assoluto in quanto a occasioni ma solo dal punto di vista territoriale, con il possesso palla che però si è dimostrato sterile e poco funzionale nell’economia del match.

Parma vs Genoa

All’ora di pranzo di domenica sfida salvezza tra Parma e Genoa, entrambe alla ricerca di punti per staccare la zona retrocessione. Tuttavia, questo è il match con meno occasioni dell’intera giornata, che termina con un pareggio a reti bianche che non dispiace a nessuna delle due. Nella gara sono più propositivi i rossoblu, ma senza mai dare veramente l’impressione di poter sbloccare il risultato. Colombo è l’uomo più pericoloso ma sbatte sempre contro il muro eretto da Corvi, mentre d’altra parte Bernabé impegna in un’occasione Leali. Comunque, il Genoa si porta a +3 dal terzultimo posto mentre i crociati vanno addirittura a +6, a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto fin qui da Cuesta.

Bologna vs Fiorentina

Alle 15 va in scena Bologna-Fiorentina, con i viola travolti dalla commozione nel prepartita per la scomparsa del proprio presidente Rocco Commisso. L’imprenditore italo-americano, nato nel 1946 nella provincia di Reggio Calabria, aveva acquisito la Fiorentina nell’estate del 2019: i maggiori traguardi raggiunti sono sicuramente le due finali consecutive di Conference League e la finale di Coppa Italia, non riuscendo però a portare un trofeo che manca da ben 25 anni. Ma oltre ai risultati sportivi, la più grande opera è stata la creazione del Viola Park, il più grande centro sportivo in Italia e fra i maggiori d’Europa. Dunque, ci lascia un uomo che ha dato moltissimo anche al nostro calcio. Partenza furibonda dei gigliati, che al 17’ vedono annullarsi una rete per offside ma che riescono ugualmente ad andare in vantaggio 2 minuti più tardi: Ndour accarezza il quarto gol stagionale a causa di una posizione irregolare di Parisi, ma Mandragora può festeggiare al 19’: Fagioli sembra perdere il momento per verticalizzare ma poi appoggia lateralmente a Gudmundsson, che mette un traversone radente solo da spingere in porta, sul quale arriva puntuale l’ex Juventus. Il gol sblocca la gara, ma è soprattutto l’esultanza a prendere la scena: Mandragora corre in panchina e mostra alle telecamere una maglietta viola con il nome Rocco, che non lascia spazio a interpretazioni. I toscani sembrano proprio indemoniati e continuano a costruire azioni su azioni: al 23’ Parisi colpisce l’esterno della rete, mentre al 35’ ci prova ancora Mandragora, che sfiora il palo con un bel tiro a giro. E allo scoccare del 45’ arriva il meritato raddoppio: ripartenza fenomenale di Dodo, che parte dalla sua area di rigore e arriva fino a quella avversaria, cercando in mezzo Piccoli: il pallone è un po’ arretrato ma l’ex Lecce viene favorito da un rimpallo fortunato con Freuler, spingendo in scivolata il pallone in porta. Il secondo tempo è molto meno entusiasmante, con i gigliati che gestiscono il gioco mentre i felsinei appaiono spenti, senza cattiveria. Solo nel finale si smuove qualcosa: prima Rowe supera Brescianini con una ruleta e cerca il secondo palo, colpendo la base del montante, poi lo stesso ex Marsiglia ruba palla a Fagioli e mette in mezzo per Fabbian, che di testa insacca e concede una speranza ai suoi. Ma il recupero non porta situazioni promettenti, con molta confusione e frenesia. Vittoria fondamentale per la formazione di Vanoli, che stacca il Pisa e aggancia, seppur momentaneamente, il Lecce; è ancora notte fonda per la formazione dell’ex Italiano, che nelle ultime 9 ha trovato solo una volta i 3 punti.

Torino vs Roma

Alle 18 la Roma cerca di rifarsi contro il Torino, dopo l’eliminazione in Coppa Italia di martedì scorso proprio per mano dei granata. La novità della partita è la maglia da titolare per Donyell Malen, appena arrivato in prestito con diritto di riscatto che può tramutarsi in obbligo al raggiungimento di alcune condizioni. Scelta coraggiosa di Gasp, che però ripaga: l’asse tra l’olandese e Dybala sembra funzionare benissimo, e infatti è dai loro piedi che passano le occasioni più importanti: al 22’ Malen la difende spalle alla porta favorendo la Joya, il cui mancino sfiora l’incrocio dei pali. E solo un minuto più tardi si invertono i ruoli: l’argentino serve il numero 14 sulla corsa, lucido a rientra e a pescare l’angolino in allungo. Ma la prima gioia italiana dell’ex Dortmund viene rinviata, perché il direttore di gara Chiffi annulla la rete per fuorigioco dopo overrule. Tuttavia, Malen non deve attendere parecchio. Passano appena 3 minuti ed ecco la prima firma nel nostro campionato: Dybala rientra sul mancino e imbuca per l’olandese, che con grande freddezza aggancia e infila Paleari. Nella ripresa il Toro è più propositivo, ma non si rende mai pericoloso dalle parti di Svilar, che è chiamato a svolgere solo interventi di ordinaria amministrazione. Ma al 72’ ecco il 2-0: Dybala riceve al limite dell’area, se la sposta sul mancino e calcia, con Paleari che si supera; l’azione non è però terminata, con Mancini che mantiene il possesso: il pallone viene scaricato su Rensch, che di prima serve l’ex Juve, lucidissimo da pochi passi. È una rete che mancava da ormai troppo tempo al 21 giallorosso, la cui ultima esultanza personale risale addirittura a fine ottobre. Grazie a un Dybala ritrovato e a un Malen appena acquistato, la Magica vola e si prende il quarto posto in solitaria, approfittando della sconfitta della Juventus.

Milan vs Lecce

L’ultima gara del weekend vede protagonista il Milan, che affronta il Lecce di Eusebio Di Francesco. Il Diavolo parte con il piede sull’acceleratore, cercando di indirizzare la partita già dopo pochi minuti: Saelemaekers riceve da Jashari e prova a sorprendere Falcone con un tiro a giro, che si spegne sul fondo per pochi centimetri. Netto il dominio territoriale degli uomini di Allegri, che però non sono molto lucidi negli ultimi metri: sicuramente la volontà è quella di evitare che un’altra squadra della parte destra della classifica possa rallentare il cammino rossonero, anche se la pressione offensiva non è quella dei giorni migliori. Al 34’ però chance importante: Saelemaekers crea superiorità numerica con il suo inserimento e poi imbuca per Pulisic, il cui destro viene però ribattuto da Falcone. Nella ripresa arriva però la svolta. I meneghini sfornano occasioni su occasioni alla ricerca dell’1-0: al 57’ Ricci si ritrova il pallone tra i piedi dopo un rimpallo e prova a chiudere la conclusione sul primo palo, con Falcone che deve compiere il primo grande intervento del match. Ma è 5 minuti più tardi che l’ex Samp deve compiere un miracolo assoluto: Ricci appoggia a rimorchio per Leao, che di prima manda Pulisic a tu per tu con il portiere: lo statunitense ci prova con il piattone, non avendo fatto i conti però con il capitano giallorosso. La porta sembra stregata per i lombardi, che anche al 73’ sbattono sul muro di Falcone: cross da corner, spizzata e poi deviazione sottoporta di Fullkrug, che però vede l’estremo difensore avversario uscirgli a valanga e chiudergli lo specchio. La porta sembra stregata, ma appena 3 minuti più tardi il Milan riesce a sfondare: ottimo inserimento di Saelemaekers e cross dal fondo proprio per il tedesco, che sfrutta l’assenza di marcatura e di testa sigla il primo gol nel nostro campionato. Nel finale, Falcone salva anche una conclusione da pochi passi di Nkunku, meritandosi la palma di migliore in campo sponda salentina. Vittoria di fondamentale importanza per il Diavolo, che resta in scia dell’Inter e stacca il Napoli.

A chiudere la 21esima giornata i posticipi Cremonese-Verona e Lazio-Como, sfida molto interessante per testare le ambizioni delle due squadre.