Pescara, il destino in tre partite: ora blinda la difesa e poi il turbo per la salvezza

Verso la partita di sabato allo stadio Adriatico contro la Juve Stabia. Il Delfino ha preso 9 gol nelle ultime 4 gare: l’obiettivo è di migliorare la fase difensiva
PESCARA. Si avvicina il primo dei tre match che decideranno la stagione del Pescara. E si riempie lo stadio Adriatico, superata quota 12.000 biglietti venduti e sabato con molta probabilità sarà ancora “Sold Out” con oltre 17mila spettatori. Contro la Juve Stabia è la classica gara da vietato fallire. I campani arriveranno con una motivazione importante, quella della posizione nella griglia play off che però non potrà mai essere forte come quella dei biancazzurri che lottano per la sopravvivenza. Ieri il Pescara ha lavorato allo stadio Ughetto Di Febo di Silvi. Da valutare Giacomo Olzer che ha ancora qualche fastidio dopo il colpo duro ricevuto a Reggio Emilia, leggera tendinite per Fabrizio Caligara. Entrambi sono in dubbio e già oggi ne sapremo di più. Ieri si è gestito per un fastidio anche Antonio Di Nardo, ma oggi il bomber biancazzurro dovrebbe riaggregarsi ai compagni. Frank Tsadjout va gestito in questo finale di stagione, regolarmente in gruppo invece Lamine Fanne e Faraoni.
Insigne e la difesa. L’analisi dell’ultimo periodo del Pescara non può che toccare due aspetti. Lorenzo Insigne, oltre 100 palloni giocati a Reggio e a Carrara con la squadra semplicemente deliziosa dal punto di vista della fase di proposizione, ma numeri dimezzati contro la Samp (poco più di 50 tocchi) e squadra che ne ha risentito. Ma è soprattutto un altro l’aspetto che va analizzato nella prima parte della remuntada biancazzurra, per intenderci da Avellino in poi.
Se si escludono Venezia e Frosinone, ovvero le prime della classe, il Pescara aveva messo a posto le cose in difesa con ben quattro partite senza subire reti. E in quelle quattro partite erano arrivati 10 punti. Se volete si possono aggiungere anche il Palermo e la Reggiana con un gol subito, ma altri sei punti in cassaforte. Nel complesso in queste sei gare con due gol incassati il Pescara ha portato a casa 16 punti. Numeri da promozione diretta. Discorso completamente differente quando la difesa, o meglio l’impianto difensivo della squadra è tornato a sbandare.
Quattro reti subite a Empoli, due in casa con la Sampdoria, due con la Carrarese. Tre partite, un solo punto in classifica. Questi numeri bastano per dire che il Pescara se difende bene viaggia a ritmi da promozione.
E deve essere il punto da cui partire nelle ultime tre partite.
Parla Altare. E chi può dare una grande mano in termini di esperienza, fisicità e solidità è Giorgio Altare. L’ex difensore della Sampdoria, seppur con una condizione non ancora ottimale, ha sempre fatto bene quando chiamato in causa. Il terreno sintetico di Carrara, considerato il problema al ginocchio, ne ha sconsigliato l’impiego.
Ma ora è di nuovo a disposizione è pronto a dare una mano se il tecnico Gorgone lo dovesse ritenere opportuno. «Contro la Juve Stabia sappiamo bene che è una partita fondamentale. Dovremmo combattere dal primo all’ultimo minuto. Siamo consapevoli di quello che stiamo facendo, forse nelle ultime partite potevamo portare a casa qualche punto in più ma ora contano le gare che sono rimaste e che sono fondamentali. Diamo il massimo e alla fine sono sicuro che riusciremo a centrare l’obiettivo. Un mio utilizzo? Io sono sempre a disposizione del mister che fa le scelte. Se dovesse servire sono pronto ma quello che conta è l’obiettivo comune che è la salvezza. E sono sicuro che alla fine ce la faremo anche grazie ai nostri tifosi. La quota salvezza? Molto dipenderà anche da quello che faranno le altre. Ma il focus è su noi stessi, dobbiamo dare il massimo e, mi ripeto, arriveremo all'obiettivo. I problemi societari della Juve Stabia? Ho letto e se ne parla. Potrebbe influenzare ma io conosco il loro mister è molto determinato e nessuno regalerà nulla».
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