Daniele Sebastiani, presidente del Pescara

CALCIO / SERIE C

Sebastiani: il Pescara deve tornare in serie B

Il presidente biancazzurro: "A breve annunciamo i nomi del direttore sportivo e dell'allenatore. Le critiche dei tifosi? Sono disposto a mollare"

PESCARA. Doveva essere la settimana degli annunci, invece è finita con un nulla di fatto. Oggi ne inizia un'altra e, quasi sicuramente, è quella buona per illustrare i programmi del Pescara. Nel frattempo, ieri il presidente Daniele Sebastiani è tornato a parlare dopo alcuni giorni di silenzio. "Non è vero che siamo fermi", ha detto Sebastiani a Rete 8, "in società si lavora tanto e nei prossimi giorni comunicheremo i nomi del direttore sportivo e dell'allenatore. Abbiamo un'idea chiara e non vogliamo sbagliare. Ci sono campionati che non si sono ancora conclusi, vogliamo riflettere bene prima di fare la scelta definitiva". Tiene banco la questione ds e, dopo i contatti con l'ex Samb Pietro Fusco, Giuseppe Manari del Novara, Paolo Bravo del Sudtirol e il rifiuto di Roberto Goretti, resta in piedi l'ipotesi di affidare l'incarico all'ex direttore sportivo del Teramo Marcello Di Giuseppe, ora al Latina (serie D). "Abbiamo incontrato vari dirigenti, però finora non ho sentito Di Giuseppe. È un dirigente molto valido e non solo perché qualche anno fa ha portato Lapadula e Donnarumma al Teramo. Per me ha costruito sempre buone squadre prestando grande attenzione ai conti".

Sebastiani ha commentato la nota dei Rangers, il gruppo storico degli ultrà pescaresi che due giorni ha diffuso un comunicato pesantissimo invitando il presidente a lasciare il club. "Essere arrabbiati in una situazione del genere è legittimo", la risposta di Sebastiani, "accetto anche l'invito a lasciare il club. Posso andare via domani mattina, poi però questa gente che scrive dovrebbe assumersi la responsabilità dell'arrivo di un eventuale acquirente. Chi parla dovrebbe presentarmi una persona intenzionata a rilevare il Pescara, visto che noi abbiamo fatto male e Sebastiani è il peggiore presidente della storia, anche se, in verità, la storia dice altro...".

Il discorso ha coinvolto pure Massimo Oddo, dal momento che negli ultimi giorni qualcuno ha ipotizzato il ritorno in panchina del tecnico pescarese che ha un contratto per un'altra stagione. Secca la smentita di Sebastiani. "Massimo Oddo non c'entra nulla con la famiglia del Pescara", il commento del maggiore azionista biancazzurro. Poi la questione dei contratti dei big che pesano sulle casse societarie. Bisognerà trovare un'intesa con i vari Fiorillo, Sorensen, Scognamiglio, Busellato, Valdifiori, Memushaj e Galano. "Con qualcuno abbiamo già parlato, non stiamo dormendo".

Inoltre, Sebastiani ha indicato l'errore principale commesso nelle ultime due stagioni, in cui il Pescara è retrocesso sul campo. "Ci siamo snaturati, prima costruivamo sempre squadre composte da giovani forti di grandi club, poi, per alzare l'asticella, abbiamo creduto di dover fare scelte diverse. Sono stati ingaggiati giocatori di grido, molti dei quali con un passato in serie A che avrebbero dovuto darci qualcosa in più. Così non è stato, abbiamo trascurato il fatto che tra la B e la C non c'è molta differenza. Servono soprattutto corsa e organizzazione, anche i verdetti dell'ultima stagione confermano questa tesi. Ora più che mai abbiamo bisogno di gente viva che abbia voglia di lottare per la maglia".

Infine, una riflessione sul girone (B o C) che vedrà la partecipazione dei biancazzurri. "Sento dire che il girone B è più facile del C, ma non sono d'accordo. Forse ci sono caratteristiche diverse, magari nel B si gioca un po' più a calcio, mentre nel C c'è più cattiveria agonistica. Per me entrambi sono molto impegnativi. Dobbiamo lavorare bene per allestire una rosa competitiva, le signorine in C non servono. Tutti dovranno calarsi in questa nuova avventura. Cercheremo di essere protagonisti, questa piazza deve stare almeno in B e faremo di tutto per riportarla in una categoria più consona alla sua storia". (g.t.)

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