Formula Uno

Una stagione da record: Kimi Antonelli entra nell’Olimpo

2 Novembre 2026

Formula Uno. Dai cinque successi di fila tra Cina e Montecarlo al trionfo in rimonta a Monza. Il 20enne bolognese riscrive la storia superando leggende del Circus come Senna e Hakkinen

A guardare i record frantumati in stagione da Andrea Kimi Antonelli si finisce per diventare matti. Numeri da capogiro per il nuovo campione di Formula Uno, che entra di diritto in un Olimpo di pochi, pochissimi eletti. E pensare che poco meno di dodici mesi fa, mentre il mondo incoronava Lando Norris con l’alloro del campione, l’allora 19enne bolognese concludeva la sua prima stagione nel Circus al settimo posto con 140 punti e, soprattutto, con una serie di sbavature figlie dell’inesperienza e della verve per così dire adolescenziale. Poi qualcosa è scattato nella mente del giovane pilota della Mercedes, che ha iniziato il nuovo anno con gli occhi della tigre, salvo poi tradire l’imbarazzo classico di un giovane davanti alle telecamere. In Australia chiude al secondo posto, dietro il compagno di squadra George Russell, poi da lì parte un dominio strabiliante con cinque successi consecutivi (Cina, Giappone, Miami, Canada e Montecarlo) che lo rendono il più giovane di sempre a centrare un filotto, il più giovane poleman in Cina (a 19 anni e 6 mesi) superando Vettel, e il più giovane leader del Mondiale. Il mondo si stringe attorno all’astro nascente dei motori, mentre in Italia si rincorrono i paragoni con l’amico Jannik Sinner, due campioni assoluti come se ne vedono pochi nella storia. Eppure Kimi, incalzato dai media, risponde sempre col sorriso di chi vuole viversi un sogno senza eccessive pressioni, con quella melodiosa cadenza emiliana che lo rende quasi uno di casa per tanti italiani che, delusi ancora una volta dalla Ferrari, si sono aggrappati al sogno di rivedere un connazionale sul tetto della Formula Uno a distanza di 73 anni da Ascari. Quando tutto sembra girare per il verso giusto, a Barcellona la Mercedes con il numero 12 si ferma per un guasto al 61° giro, lasciandolo con l’amaro in bocca: «Al momento mi sento un po' vuoto, peccato perché andavamo veramente forte. Il passo era buono, ora pensiamo all'Austria», dichiarò dopo la gara. E, in effetti, due settimane dopo in Austria Kimi torna a fare ciò che gli riesce meglio: spingere in pista senza risparmiarsi mai. Tornando sul podio (terzo) dietro Russell e Verstappen, ma iniziando a credere davvero al Mondiale. Ormai è chiaro che il titolo si deciderà nella lotta interna in casa Mercedes, con il suo compagno di scuderia che scalpita per il sorpasso. Poi arriva Monza e qui la stagione prende una piega definitiva. Antonelli decide di cambiare la power unit, partendo dal 19° posto in griglia, mentre Russell secondo dietro Gasly fiuta l’occasione ghiotta di scrollarsi di dosso il bolognese. Poi il resto è storia: Antonelli trionfa nel Gp d’Italia, davanti ad un’onda rossa di tifosi della Ferrari che osannano il proprio beniamino, a distanza di 60 anni dall’ultimo successo italiano firmato da Ludovico Scarfiotti. «È incredibile, sono felicissimo. È un sogno che si realizza. Non avrei mai immaginato di poter essere qui oggi, ma ci siamo riusciti», queste le sue parole a caldo, travolto dall’affetto di chi si è innamorato del suo stile di guida e della sua persona. «È il giorno più bello della mia vita, non so come ho fatto». Ottava vittoria in stagione, a cui segue la nona ad Austin, in Texas, battendo il record di Mika Hakkinen, ottenuto nel 1998, di Damon Hill, nel 1996, e di Ayrton Senna, nel 1988. E sale al pari di Nico Rosberg, che nel 2016 ne ottenne nove, e Nigel Mansell, nel 1992. Guardando oltre, il bolognese ha ancora tutte le carte in regola per raggiungere gli 11 successi di Hamilton e i 13 di Vettel e Schumacher. Una compagnia dorata per chi neanche due anni fa sognava di correre in Formula Uno, da ieri invece ai suoi piedi.