Il salvataggio del portiere biancazzurro Kastrati su Arini della Cremonese

PESCARA IN ZONA PLAY OFF

Zauri il trasformista: quattro moduli in 13 gare 

Il tecnico cambia spesso assetto: bada al sodo più che allo spettacolo

PESCARA. Prima il 4-3-3, poi il 3-5-1-1, il 4-3-2-1 e venerdì, infine, l’inedito 3-4-2-1. Il Pescara dà i numeri. Numeri vincenti, come i sistemi di gioco adottati. L’allenatore Luciano Zauri in 13 gare ha cambiato pelle al suo Pescara in più occasioni, mutandolo, dati alla mano, più di una volta ogni tre partite. La media è questa, ma è pur vero che le cose migliori si sono viste grazie all’albero di Natale, quel sistema di gioco che in 4 partite ha portato in dote 9 punti. Il Pescara si gode il 4° posto, anche dopo il pareggio con la Cremonese, e vede la seconda piazza distante appena due punti.

Luciano Zauri, 41 anni, tecnico dei biancazzurri

Contro i grigiorossi, a sorpresa, il 41enne allenatore di Pescina ha cambiato pelle al suo Delfino. Via la difesa a 4 e spazio al 3-4-2-1. Ne è venuta fuori una partita non brillante, ma di sostanza e carattere, che ha portato un punto per muovere la classifica. Zauri ha preferito giocare sull’avversario, con la difesa a tre, arginando le sortite dei letali Ciofani e Ceravolo, sulla carta temibili, nella realtà dei fatti poco ispirati con appena un gol segnato a testa. Il Pescara macchina da gol (23 gol realizzati) contro la squadra con l’attacco meno prolifico della B (10 reti), ha preferito badare al sodo, più che alla brillantezza che si era vista nelle ultime quattro gare. L’assenza di Palmiero e le non perfette condizioni di Busellato, forse, hanno condizionato le scelte e, per evitare brutte sorprese, i biancazzurri hanno mostrato una veste tattica diversa. Zauri probabilmente ha capito che la sua squadra può davvero puntare all’alta classifica, nonostante la solita cantilena «pensiamo prima alla salvezza». Il bel gioco è una stella polare per i biancazzurri, certo, ma i risultati in questa parte della stagione sono molto importanti. Il Delfino contro la Cremonese voleva continuare a muovere la classifica e, nonostante tutto, ci è riuscito. Rischiando, perchè ha rischiato (vedi il salvataggio di Kastrati su Arini al 91’), ma alla fine ha preso un punto con carattere ed intelligenza. Non sempre si può essere brillanti e il fine, in questo caso, giustifica i mezzi. Il Pescara non è una sorpresa del campionato, ma una squadra che può e deve puntare ai play off per la serie A. Zauri, dopo una partenza balbettante, ha a alzato i giri al motore biancazzurro e adesso ha messo nel mirino le tabelle di marcia dei suoi predecessori. Il tecnico marsicano ha raccolto 20 punti dopo 13 gare, un punto in meno rispetto al Pescara di Massimo Oddo (20, nel 2015), di cui Zauri era collaboratore tecnico, e tre in meno del Delfino di Pillon (23) nel passato campionato. Zauri domenica potrebbe superare il suo amico Oddo, visto che il Delfino farà visita al Perugia. Gli umbri ieri sono incappati nella seconda sconfitta di fila e la panchina di Oddo, in caso di ko, potrebbe scricchiolare.
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