Maria Angela Mastropietro e Nello Di Giacinto

LA SENTENZA

Appalti e tangenti a Giulianova, inflitti 24 anni di reclusione 

Processo Castrum: le condanne più alte agli imprenditori Scarafoni (cinque anni e mezzo) e ai coniugi Di Filippo-Mastropietro (cinque anni)

TERAMO. È la verità giudiziaria di un processo di primo grado con altri due capitoli da scrivere in Appello e Cassazione. Ed è una prima verità che scandisce a suon di condanne e assoluzioni la vicenda Castrum, il presunto giro di appalti e mazzette a Giulianova, confermando sostanzialmente l’impianto accusatorio della Procura. Alle 23 di ieri, al termine di una intensa giornata di repliche e controrepliche di pm e difensori e dopo cinque ore di camera di consiglio del collegio, un corposo dispositivo mette nero su bianco condanne ed assoluzioni per reati che vanno dalla corruzione alla tentata concussione dall’abuso d’ufficio alla falsità in atti pubblici.
Il collegio presieduto da Franco Tetto (a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini) ha condannato a cinque anni Maria Angela Mastropietro, dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova (ora sospesa) che la Procura (pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis) individuano come il dominus del presunto sistema di appalti e mazzette, pronta a favorire privati nella sua veste di dirigente – sostiene l’accusa – in cambio all’impresa edile Rima del marito Stefano Filippo. Anche per lui la condanna di primo grado è a cinque anni. Per entrambi interdizione perpetua dai pubblici uffici. Condanne a cinque anni e sei mesi ciascuno per i fratelli imprenditori Andrea e Massimiliano Scarafoni.

Carmine Zippilli e Stefano Di Filippo

Un anno ed otto mesi la condanna per Carmine Zippilli, dirigente tecnico della Asl a processo per la vicenda dell’appalto di messa in sicurezza dell’ex ospedaletto di corso Porta Romana. Un anno e due mesi la condanna per Ennio Di Saverio nella sua veste di ex presidente del consorzio Lido delle Palme, mentre il geometra Guerino Di Saverio è stato condannato a otto mesi. Assolti parzialmente l’ex assessore comunale di Giulianova Nello Di Giacinto e Filippo Di Giambattista, ex amministratore unico della società municipalizzata Giulianova Patrimonio.

Il collegio, infatti, con una particolareggiata ordinanza ha trasmesso gli atti alla Procura per la questione relativa al permesso di costruire dell’abitazione dell’ex assessore e per il caso dello smaltimento dell’acqua di cantiere non ravvedendo i contorni di un accordo corruttivo ma di un «abuso funzionale».

Assolti completamente Sergio Antonilli, collaboratore della società di Di Filippo, e Ida Scarpone, mamma degli imprenditori Scarafoni finita a processo per un presunto abuso edilizio contestato nella veste di comproprietaria di un edificio insieme ai figli. Il collegio difensivo era rappresentanto dagli avvocati Lino Nisii, Gennaro Lettieri, Guglielmo Marconi, Luca Di Eugenio, Gianfranco Iadecola, Martina Barnabei, Cataldo Mariano, Elena Concoordia, Stefano Cappellu, Luigi Ferretti, Luca Scarpantoni, Elena Di Gianvito. A rappresentare le parti civili (Comune, Asl e alcuni imprenditori) gli avvocati Michele Del Vecchio, Luca Gentile e Alessandro Recchiuti.

La Procura aveva chiesto pene complessive per 50 anni di carcere al termine di una istruttoria dibattimentale durata venti udienze con i capisaldi di impianto accusatorio frutto di oltre due anni di intercettazioni telefoniche e ambientali. Le migliaia di intercettazioni trascritte raccontano i numeri imponenti di un processo come quello di Castrum in cui sono confluiti due filoni di inchieste.

Al primo filone con otto imputati accusati a vario titolo di corruzione, tentata concussione, abuso d’ ufficio, falsità in atti pubblici in materia di edilizia ed urbanistica si è aggiunto quello che per la cronaca è diventato Castrum bis con al centro il piano di lottizzazione Lido delle Palme di Giulianova.
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