Coppa Interamnia: pranzi per gli atleti mai pagati, i ristoratori scrivono a Meloni

Hanno garantito accoglienza alle squadre di tutto il mondo durante la manifestazione ma l’organizzazione non ha saldato conti per migliaia di euro: «A rischio la tenuta delle attività»
TERAMO. Migliaia di euro da percepire per aver garantito accoglienza e ristoro ad atleti di tutto il mondo nell’ambito della Coppa Interamnia. Sono passati mesi e, nonostante le sollecitazioni, quei soldi non sono mai arrivati. Eppure la manifestazione si appresta a essere riproposta. Quasi una beffa per chi vanta crediti vecchi e che per questo ora, spinto dalla stanchezza e dall’indignazione, ha deciso di scrivere alle istituzioni, a partire dalla premier Giorgia Meloni. A firmare la lettera sono alcune attività del centro storico di Teramo che lo scorso luglio hanno preparato pasti per le squadre italiane e straniere impegnate nei tornei di pallamano. L’evento sportivo, da mezzo secolo, anima l’estate teramana ma da anni vive fasi molto critiche sotto il profilo economico. Tanti, tantissimi i debiti che l’associazione Interamnia World Cup ha accumulato e che non riesce a saldare. Le risorse pubbliche fin qui stanziate non sono bastate a sanare le difficoltà.
Così i titolari di alcune attività (Candle Fruit, Des Artistes, C. & V. Service presso Ad Maiora e la Cantina di Porta Romana), hanno denunciato la situazione con una lettera indirizzata a Meloni, al presidente della Regione Marco Marsilio, al sindaco di Teramo e all’assessore agli eventi, Gianguido D’Alberto e Antonio Filipponi. Si rivolgono a loro «per denunciare una situazione di grave ingiustizia che sta mettendo a rischio la stabilità delle nostre imprese. In occasione della scorsa edizione della Coppa Interamnia, abbiamo garantito con professionalità e onestà il servizio di ristorazione per gli atleti. Tuttavia, a distanza di quasi un anno, non abbiamo ancora percepito i compensi dovuti, nonostante l'emissione di regolari fatture per importi complessivamente molto elevati», si legge nella lettera. Importi che, per le aziende firmatarie, ammontano complessivamente a oltre 100mila euro.
«Da premettere», scrivono ancora gli imprenditori, «che la Cantina di porta Romana deve percepire altre edizioni di questa manifestazione con un ammontare molto elevato. Ci preme segnalare un fatto che riteniamo inaccettabile: mentre le nostre attività attendono ancora di essere pagate per il lavoro svolto, la manifestazione è in fase di nuova organizzazione per l'anno corrente. Risulta che il presidente storico, il signor Pierluigi Montauti, stia procedendo delegando altre associazioni, ma restando di fatto alla guida della gestione», prosegue la lettera, «Troviamo profondamente ingiusto che si possa continuare a promuovere un evento di tale portata, spesso beneficiando di visibilità e contributi, "con i soldi degli altri", ovvero lasciando sulle spalle dei piccoli imprenditori locali il peso dei debiti non saldati. In questo momento storico anticipare costi di materie prime, personale e fatture già fatte senza ricevere il dovuto non è solo difficile, è insostenibile».
Il Comune conosce la situazione e gli imprenditori chiedono a Meloni che «venga fatta chiarezza sulla destinazione dei fondi legati alla manifestazione; si verifichi la regolarità dei pagamenti verso i fornitori prima di procedere con nuove edizioni o concessioni; ci venga garantito il pagamento immediato delle somme che onestamente abbiamo guadagnato lavorando per il prestigio della nostra città e del Paese». La Coppa quest’anno dovrebbe svolgersi dal 9 al 15 luglio: il Comune darà solo un supporto logistico mentre ci sarebbe Acs coinvolta nell’organizzazione. Ma a due mesi dall’evento, non c’è ancora nulla di definito.
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