Il 19enne Berardo Rampa che lunedì si è ucciso dopo averlo annunciato su un video postato sui social

ROSETO DEGLI ABRUZZI

Dopo il tragico addio, task-force di psicologi per gli studenti 

La preside del Moretti: «Sono sconvolti dalla notizia». Il 19enne la settimana scorsa era passato nella ex scuola

ROSETO. Appena la settimana scorsa era andato all’istituto Moretti, la scuola dove si era diplomato a giugno, per salutare i suoi insegnanti. Con loro aveva parlato del futuro e della sua intenzione di iscriversi all’università. Qualche giorno dopo Berardo Rampa, 19 anni, ha annunciato con un video sui social il suo suicidio e lo ha postato un’ora prima di lanciarsi dal viadotto del Salinello dell’A14.

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Dopo la tragedia di lunedì all’istituto Moretti di Roseto c’è spazio solo per il dolore e per gli psicologi chiamati per gli studenti. Dice l’insegnante Angela Mascia, docente di progettazione e costruzioni impianti, che fino al mese di giugno ha insegnato al ragazzo che proprio la scorsa settimana è passato al Moretti per salutare lei e i suoi colleghi. «Era sorridente», dice Mascia, «ci ha detto che aveva intenzione di iscriversi all’università, anche se stava già svolgendo il tirocinio in uno studio di un geometra. Noi lo ricordiamo così, con i suoi occhi blu e il cappello in testa».
Lo shock che ha colpito gli studenti del Moretti dopo la notizia della tragedia e la visione del video rimosso nel tardo pomeriggio di lunedì da tutti social su disposizione della Procura teramana, ha spinto la dirigente scolastica Sabrina Del Gaone a convocare per oggi alcuni psicologi che già da ieri, e per i prossimi giorni, si dedicheranno all’ascolto degli studenti. «La notizia ha sconvolto tutti», spiega Del Gaone, «ancora di più gli studenti che ora hanno bisogno del supporto psicologico. Ho convocato alcuni psicologi per oggi che ieri sono stati insieme a don Massimo Balloni e all’altra professoressa di religione Patrizia Marchini, oltre all’assistenza della professoressa Doretta Celommi, volontaria del centro d’ascolto. Oggi avremo Loriana Mangifesta, terapeuta, che fa parte del Ceis di Pescara, insieme ad altre due psicologhe. Lo sportello dello psicologo, nella nostra scuola, è attivo già da due anni, e oggi sarà dedicato proprio a questa situazione che si è creata».
Per ricordare Berardo Rampa gli studenti, ieri mattina, hanno voluto organizzare una funzione religiosa in palestra, con la presenza di don Massimo. Hanno letto passi della Bibbia e la poesia di Alda Merini “Lenta la morte”».
L’insegnante Mascia ricorda come proprio l’anno scorso il giovane avesse trascorso un mese a Dublino nell’ambito del progetto Erasmus. «Era molto attivo in classe e anche oltre l’orario scolastico», dice, «aiutava anche gli insegnanti di educazione fisica ad allenare gli altri ragazzi in palestra, i giocatori della squadra Special Olympics, avendo anche come suo compagno di classe un ragazzo disabile e lui era davvero molto affezionato. Purtroppo noi non ci siamo accorti del malessere che covava dentro e neanche i suoi amici più stretti. Lui aveva la testa e la capacità per diventare un ottimo geometra. La sua professoressa di matematica diceva sempre che Berardo era una Ferrari che andava in prima e che poteva esprimere tutte le sue potenzialità”. Sembra che i familiari, proprio per rispettare le ultime volontà evidenziate nel video dal ragazzo, siano intenzionati a non organizzare un funerale ma solo una cerimonia funebre in forma strettamente privata.
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