Ludopatia

Allarme azzardo nel Teramano: la provincia è nella top 10 italiana

21 Maggio 2026

Il digitale conquista sempre più spazio e segna numeri in crescita.

Silvi e Pineto da record: fruttano al mondo virtuale 65 milioni

TERAMO

Il gioco d'azzardo nel Teramano non è più un semplice passatempo da bar, ma un'industria sommersa che macina cifre da capogiro, lasciando dietro di sé una scia di fragilità sociali ed economiche. A tracciare una mappa preoccupante del fenomeno sono gli ultimi dati sul volume delle giocate e i rapporti metodologici nazionali – tra cui il recente “Libro nero dell’azzardo”, cioè il rapporto annuale realizzato e pubblicato da Federconsumatori e dalla Cgil, in collaborazione con la Fondazione Isscon – che posizionano stabilmente la provincia di Teramo nella top 10 italiana per raccolta da remoto (online).

All'interno di questo scenario, l'allarme rosso si concentra sul cosiddetto “triangolo adriatico-ducale” composto dai territori di Atri, Pineto e Silvi. In quest'area costiera e del primo entroterra, i numeri parlano chiaro e superano spesso la media nazionale per spesa pro capite. Tra slot machine (Vlt), lotterie Gratta e Vinci e scommesse online, il fatturato complessivo stimato nel triangolo sfiora cifre record. La spesa media per cittadino, neonati compresi, racconta di un territorio che "investe" nell'illusione della vincita facile oltre mille euro l'anno a persona. A Teramo città combinando i canali fisici (ricevitorie e sale slot) e i conti di gioco online, la cifra sfiora mediamente una quota compresa tra i 3.500 e i 4.000 euro annui per giocatore attivo. Capoluogo e provincia, quindi, si posizionano in una costante situazione di emergenza sociale.

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A Silvi (che conta circa 15.000 abitanti), con una popolazione attiva stimata in circa 11.000 residenti tra i 18 e i 74 anni, il volume delle sole giocate online sfiora i 33 milioni di euro l'anno. Poco distante c'è Pineto (circa 14.500 abitanti): con circa 10.500 residenti nella fascia d'età considerata, la raccolta virtuale si aggira intorno ai 31,5 milioni di euro. Silvi e Pineto, complice anche la forte fluttuazione turistica e la densità di locali pubblici, registrano picchi di consumo legati soprattutto ai giochi elettronici e alle scommesse virtuali. Atri, dal canto suo, mostra una preoccupante fedeltà ai canali tradizionali del gioco d'azzardo legalizzato, estendendo il fenomeno anche alle fasce d'età più avanzate.

Le stime epidemiologiche e i dati dei servizi locali per le dipendenze confermano che la diffusione di sale slot e punti scommesse in questi tre comuni limitrofi ha creato un vero e proprio "distretto dell’azzardo". Una rete capillare che cattura i residenti e drena risorse economiche vitali dalle famiglie, trasformando il sogno in un dramma. L’impatto sociale è devastante, così come certifica la crescita esponenziale di richieste d'aiuto per ludopatia.

Le istituzioni locali e le associazioni del terzo settore tentano di arginare l’emorragia con regolamenti sugli orari di accensione delle slot e campagne di sensibilizzazione, ma il trend non accenna a flettere. I numeri dicono che l’azzardo nel Teramano è ormai una piaga strutturale: una tassa sulla povertà che si alimenta della crisi, e contro la quale i soli strumenti amministrativi non bastano più.

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