Allarme azzardo nel Teramano: la provincia è nella top 10 italiana

Il digitale conquista sempre più spazio e segna numeri in crescita.
Silvi e Pineto da record: fruttano al mondo virtuale 65 milioni
TERAMO
Il gioco d'azzardo nel Teramano non è più un semplice passatempo da bar, ma un'industria sommersa che macina cifre da capogiro, lasciando dietro di sé una scia di fragilità sociali ed economiche. A tracciare una mappa preoccupante del fenomeno sono gli ultimi dati sul volume delle giocate e i rapporti metodologici nazionali – tra cui il recente “Libro nero dell’azzardo”, cioè il rapporto annuale realizzato e pubblicato da Federconsumatori e dalla Cgil, in collaborazione con la Fondazione Isscon – che posizionano stabilmente la provincia di Teramo nella top 10 italiana per raccolta da remoto (online).
All'interno di questo scenario, l'allarme rosso si concentra sul cosiddetto “triangolo adriatico-ducale” composto dai territori di Atri, Pineto e Silvi. In quest'area costiera e del primo entroterra, i numeri parlano chiaro e superano spesso la media nazionale per spesa pro capite. Tra slot machine (Vlt), lotterie Gratta e Vinci e scommesse online, il fatturato complessivo stimato nel triangolo sfiora cifre record. La spesa media per cittadino, neonati compresi, racconta di un territorio che "investe" nell'illusione della vincita facile oltre mille euro l'anno a persona. A Teramo città combinando i canali fisici (ricevitorie e sale slot) e i conti di gioco online, la cifra sfiora mediamente una quota compresa tra i 3.500 e i 4.000 euro annui per giocatore attivo. Capoluogo e provincia, quindi, si posizionano in una costante situazione di emergenza sociale.
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