Schianto mortale contro un bus: la Procura ordina l’autopsia

5 Settembre 2024

Il medico legale dovrà accertare se il ventenne Gianluca Merlini ha avuto un malore alla guida La fermata dei pullman non era segnalata, la Tua fa sapere: «È comunque censita e autorizzata»

TERAMO. C’è da attendere per i funerali di Gianluca Merlini, il 20enne di Isola del Gran Sasso che martedì sera ha perso la vita sulla statale 150 in contrada Zampitto di Basciano tamponando con la sua Panda l’autobus della Tua diretto a Montorio e fermo per la discesa dei passeggeri all’altezza del bar “La Quercia”. Il pubblico ministero Monia Di Marco ha aperto un fascicolo disponendo l’autopsia del giovane, che verrà effettuata domani. L’esame sarà mirato ad accertare se il tragico incidente sia stato causato da un malore che ha colpito il ragazzo compromettendone la capacità di guidare: più testimoni hanno raccontato che la Panda sulla quale viaggiava Merlini avrebbe sbandato due volte prima di impattare il veicolo fermo.
Ci si interroga anche sulla fermata dove l’autobus era in sosta per far scendere i passeggeri, che si trova sulla carreggiata, alla fine di un lungo rettilineo e prima di una curva, non è visivamente segnalata (come molte altre) né da una palina, né da una pensilina, ma esiste da decenni. La Tua, l’ente regionale per il trasporto pubblico, fa sapere che «il bus si è fermato in totale sicurezza laddove previsto dai programmi di esercizio fin dai tempi dell’istituzione dell’ex Arpa», aggiungendo che «la fermata è censita e autorizzata dalla Regione».
In tanti si sono stretti attorno ai genitori di Gianluca, che era figlio unico: il papà Marco di Isola e la mamma Danila originaria di Basciano. Incredulità, dolore e rabbia per l’accaduto «come se tutto si fosse fermato», ha scritto un amico su Facebook. Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social da una comunità che «si è svegliata con il cuore spezzato, senza parole dinanzi a tanto dolore», come riporta un post.
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