Abruzzo, pazienti in fuga per curarsi: sì all’accordo con 4 Regioni

La giunta tenta di frenare la mobilità passiva e risparmiare sui viaggi della speranza. Ecco i patti per le prestazioni sanitarie con la Lombardia, l’Umbria, il Molise e il Lazio
L’AQUILA. L’obiettivo dichiarato è «gestire i “fenomeni distorsivi” causati dalla mobilità». Cioè provare a risparmiare sui viaggi della speranza degli abruzzesi, quelli in fuga dall’Abruzzo per andare a curarsi nelle regioni vicine o addirittura fino alla Lombardia. Nell’ultima seduta del 2025, la giunta Marsilio ha approvato gli schemi di accordo bilaterale tra la Regione Abruzzo e la Lombardia, l’Umbria, il Molise e il Lazio. Gli accordi valgono tre anni e sono obbligatori e necessari «per garantire l’appropriatezza nell’erogazione dei servizi oltre che per accedere al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale», fondi di cui l’Abruzzo ha bisogno come il pane.
«PESANTE NEGATIVITA’»
Sul bilancio abruzzese della sanità – un disavanzo da 92 milioni per il 2024 e un altro centinaio per il 2025 secondo la stima non ancora ufficiale –, la mobilità passiva ha un’incidenza pesante che spinge decisa verso un segno meno. Lo sanno bene gli assessori alla Salute Nicoletta Verì e al Bilancio Mario Quaglieri. E lo dicono anche gli atti ufficiali: che la mobilità passiva sia una zavorra per l’Abruzzo l’aveva rivelato anche il Defr, il Documento economico finanziario regionale approvato di recente che, nonostante porti la firma del centrodestra al governo da quasi sette anni, parla di criticità costanti e dice testualmente: «La mobilità extraregionale per la Regione Abruzzo rappresenta una voce di bilancio di pesante negatività ed un costo sociale di forte impatto per gli assistiti in stato di bisogno». Lo stesso Defr sottolinea: «Un saldo negativo molto pesante» emerge dal rapporto tra Abruzzo e Marche: con le Marche, spiega il Defr, l’Abruzzo «scambia soprattutto prestazioni di medio bassa specialità registrando una mobilità passiva altissima a fronte di un’attiva molto bassa che esita in un saldo negativo molto pesante». Il Defr spiega: «Nel caso delle Marche sono stati siglati appositi Accordi di confine con validità 2022-2024». Con il Lazio, l’Abruzzo «scambia prestazioni sanitarie di tutte le tipologie raggiungendo volumi molto alti, ma con un saldo esiguo tra attiva e passiva, quasi in pareggio». E, nei prossimi tre anni, l’obiettivo per mettersi al riparo dalle fatture dei confinanti è proprio questo: «Stipulare Accordi di confine con la Regione Emilia-Romagna, con la Regione Campania, con la Regione Molise e con la Regione Lazio per il governo della mobilità interregionale».
INDICE DI FUGA
Il valore che condanna l’Abruzzo tra le regioni in perdita nel rapporto che intercorre tra la mobilità passiva (cioè gli abruzzesi che vanno a curarsi fuori e che rappresentano un costo) e la mobilità attiva (i residenti di altre regioni che vengono nelle strutture sanitarie abruzzesi e che sono invece una fonte di introiti) si chiama “indice di fuga”: è il parametro che misura quanti abruzzesi vanno a curarsi fuori alimentando il circuito della mobilità passiva, cioè un costo extra che pesa oltre 127 milioni sul bilancio della sanità nostrana. L’Abruzzo vanta il quarto “indice di fuga” più alto d’Italia: 17%. Peggio dell’Abruzzo, il 20,8% della Calabria, il 28,1% della Basilicata e il 33% del Molise. Ma il Molise ha una carta magica: il dato record del 33% di mobilità passiva, nella terra dei vicini, quasi si azzera grazie al saldo con la mobilità attiva. Proprio per questo, la giunta Marsilio deve rifugiarsi negli accordi bilaterali, soprattutto con le regioni confinanti.
L’ULTIMA VARIAZIONE
Sempre nella seduta di San Silvestro, la giunta ha approvato la variazione al bilancio di previsione 2025-2027 «per adeguamento Fondo sanitario regionale vincolato, indistinto e mobilità extraregionale e internazionale».
LA NOMINA UFFICIALE
Nella precedente seduta del 29 dicembre scorso, la giunta Marsilio ha formalizzato una nomina già nota: a Camillo Odio è stato conferito l’incarico di direttore del dipartimento Sanità. Odio ha preso il posto di Emanuela Grimaldi passata al dipartimento Sociale. Da settimane, Odio ha preso le redini del dipartimento e ha riferito già più volte durante la commissione Salute.

