Una femmina di fratino in spiaggia

ABRUZZO

In estate 53 nidi di fratino, in crescita rispetto al 2020

Le specie protette si concentrano soprattutto tra la riserva del Borsacchio di Roseto, l’Area marina protetta “Torre del Cerrano” e la zona Foro di Ortona

PESCARA. Sono 53 i nidi di fratino osservati in Abruzzo durante la stagione estiva, in crescita rispetto al 2020 quando ne sono stati monitorati 43. I dati del Progetto “Salvafratino Abruzzo” presentati questa mattina (lunedì 4 ottobre) nella sede della Direzione marittima di Pescara.

Presenti il direttore marittimo Salvatore Minervino, il presidente dell’Area marina protetta “Torre del Cerrano” Fabiano Aretusi e il vicepresidente del Wwf Italia Dante Caserta. Il “Salvafratino Abruzzo” è un progetto di volontariato promosso dall’Amp “Torre del Cerrano” e dal Wwf Abruzzo per la tutela del fratino con il coinvolgimento di associazioni, comitati locali e singoli volontari. L'obiettivo è monitorare la specie durante la fase di nidificazione in Abruzzo. "I dati - fa sapere il Wwf - come per gli anni scorsi, sono approssimati per difetto perché non tutti i nidi possono essere individuati, ma forniscono comunque un trend che non si discosta dal passato e continua a sollevare preoccupazione per il futuro della specie".  

I DATI. Nel dettaglio, sono stati individuati: 4 nidi ad Alba Adriatica; 3 nidi a Tortoreto; 5 nidi a Giulianova; 13 nidi a Roseto degli Abruzzi, di cui 12 nella Riserva del Borsacchio; 12 nidi a Pineto-Silvi, di cui 9 nell’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”; 14 nidi a Ortona; 1 nido a Vasto nella Riserva di Marina di Vasto; 1 nido a San Salvo, nel Biotopo costiero. La riserva regionale del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi, l’Area marina protetta “Torre del Cerrano” e la zona Foro di Ortona si confermano siti fondamentali per la nidificazione, ospitando poco meno dei 4/5 dei fratini presenti in Abruzzo: su questi siti vanno quindi attuate attente politiche di salvaguardia. Si conferma anche l’importanza delle aree naturali protette dove si registra una densità di nidi per km lineare più alta che al di fuori.   

In base ai dati raccolti, il successo riproduttivo, cioè la percentuale dei nidi che riesce ad andare a buon fine e garantire la schiusa delle uova e la nascita dei pulli, appare invece in leggera diminuzione rispetto all’annualità precedente. Esclusi i nidi individuati nella zona di Ortona, di cui non è stato possibile elaborare i dati con sufficiente certezza, la percentuale di riuscita a livello regionale è di circa il 44% contro il 51% della stagione 2020 (quando però i dati di Ortona erano stati ricompresi). Inoltre anche dopo la schiusa, diversi pulli vengono predati, abbassando ulteriormente il successo riproduttivo finale.  

La situazione, come nel resto d’Italia, continua quindi ad essere problematica. Persistono tuttora troppe minacce per la specie che portano alla perdita e all’abbandono dei nidi. Sicuramente ci sono cause naturali come mareggiate o predazione da parte di volpi, corvidi e serpenti, ma alcune attività legate all’uomo come la pulizia delle spiagge con mezzi meccanici, la presenza di cani a gatti vaganti sul litorale, l’eccessiva frequentazione di alcune aree o veri e propri atti di vandalismo continuano ad essere i principali nemici del Fratino. E se sulle predazioni naturali è difficile intervenire, sulle attività legate all’azione dell’uomo è sicuramente possibile farlo.