Soccorsi in montagna a pagamento: ora essere salvati costa 1.950 euro

Scatta l’obbligo di compartecipare ai costi in caso di imprudenza o di assenza di emergenza sanitaria D’Incecco e Mannetti (Lega): «Norma di buon senso, i sentieri vanno affrontati con responsabilità»
L’AQUILA. L’Abruzzo si adegua alle regioni alpine. Almeno per i costi che può avere la discesa. Anche la nostra regione infatti si è dotata di un tariffario di compartecipazione alle spese – fino a ora completamente a carico della Regione – per le operazioni di soccorso «in territorio montano oppure ambiente impervio od ostile» nei casi in cui «non sussista l’emergenza sanitaria o vengano riscontrati comportamenti imprudenti». La delibera approvata dalla giunta Marsilio fissa il massimale della multa a quasi 2mila euro, con una riduzione del 20% nel caso in cui a dover pagare sia un abruzzese. Più nello specifico, l’obbligo di partecipare alle spese scatta nei casi di «interventi di soccorso “comprensivi di recupero e trasporto» in cui «non sussista la necessità di accertamento diagnostico o di prestazioni sanitarie in un pronto soccorso», si legge nel documento. È previsto, poi, un aggravio «qualora sia ravvisata imprudenza da parte dell’utente» che ha richiesto aiuto. Tradotto in numeri, gli interventi di soccorso e di elisoccorso costeranno 25 euro al minuto, fino a un massimo di 1500 euro (1.200 per gli abruzzesi), che può salire a 1.950 in caso di comportamenti sconsiderati. Il corrispettivo per gli interventi delle squadre di terra, invece, sarà di 75 euro all’ora per tutte le ore successive alla prima, fino a un massimo di mille euro (1.300 con l’inasprimento della sanzione). Le spese rimangono a carico del servizio sanitario nel caso in cui le operazioni siano disposte «dalla centrale operativa di soccorso, se “sussistono condizioni di emergenza/urgenza, diverse dalla necessità di soccorso di soggetti in conclamato o imminente pericolo ambientale ma che al momento della chiamata siano incolumi» e se «le condizioni del paziente non permettono altro tipo di trasporto che quello in elicottero». Così come saranno a carico delle casse pubbliche anche gli interventi in cui il trasporto «è diretto all’ospedale» o se «è seguito da ricovero ospedaliero o accertamenti al pronto soccorso».
Il provvedimento ricalca il sistema già in vigore in altre regioni montane come Trentino e Valle d’Aosta e risponde alle polemiche della scorsa estate sulla gratuità del servizio di soccorso alpino. Il trekking in montagna, infatti, è sempre più diffuso, e così aumenta anche il numero di escursionisti, spesso dilettanti, che si mettono alla prova in percorsi a volte troppo insidiosi per la loro esperienza. In alcuni casi senza avere nemmeno l’attrezzatura adeguata. Lo dicono i numeri sulle richieste di aiuto in Abruzzo, che dal 2023 sono cresciute di oltre il 15%. Un trend che si conferma anche a livello nazionale, con la media nazionale di infortuni che è più che raddoppiata rispetto ai primi anni Duemila (da 17.700 a oltre 40mila). Da qui la scelta di «responsabilizzare» chi sceglie di avventurarsi ad alta quota. Il tariffario completa il percorso legislativo avviato dalla Regione nel 2016 – allora il presidente era Luciano D’Alfonso – con la legge regionale n.42, che per la prima volta aveva introdotto la possibilità di far partecipare alle spese di intervento chi chiama i soccorsi. Fino a oggi, però, la norma era rimasta sostanzialmente inapplicata. A rivendicare il risultato politico è il Carroccio. «La montagna va affrontata con consapevolezza e responsabilità», dicono i consiglieri regionali della Lega Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti, «con una lettera inviata al presidente Marco Marsilio e all’assessore Nicoletta Verì avevamo chiesto di completare il percorso normativo avviato nel 2016. E sempre noi avevamo chiesto, sulla base di quanto previsto dalla legge, di considerare una riduzione del 20% per i residenti in Abruzzo e un aggravio della compartecipazione per le situazioni in cui venga riscontrato un comportamento imprudente. È una misura di buon senso» concludono, «che responsabilizza escursionisti e turisti, disciplina l'impiego delle risorse pubbliche e valorizza il lavoro dei soccorritori».
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