Test Invalsi, la metà degli studenti d’Abruzzo è impreparata

18 Luglio 2025

Regione sulle medie nazionali: uno su due è sotto la soglia minima. Differenze tra Mezzogiorno e Centro Nord enormi. Ragazzi stranieri più indietro

PESCARA. Un liceale abruzzese termina le superiori senza possedere un livello adeguato di preparazione in italiano. E in matematica e inglese va anche peggio. Mentre nel Paese l’esame di maturità finisce sotto accusa perché «non valuta i 5 anni di percorso», il quadro che emerge dalle prove Invalsi 2025 sullo stato di salute del sistema italiano di istruzione è drammatico. Gli studenti delle scuole elementari, delle scuole medie e delle scuole superiori (secondo e quinto anno) sono stati sottoposti a tre test: uno di comprensione del testo di lingua italiana, uno di matematica e uno di lingua inglese (diviso in due parti: lettura e ascolto). Per quanto riguarda i liceali al termine del ciclo di studi, la media nazionale complessiva è al di sotto del 50% in tutte e tre le prove. L’Abruzzo segue la stessa china, risultando la migliore tra le regioni del Mezzogiorno ma ben distante da quelle del Centro Nord, dove a primeggiare sono Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia e Veneto. Maglia nera, infine, per Sicilia, Sardegna e Campania.

Il Covid continua a rappresentare una frattura non sanata del percorso scolastico degli studenti italiani. Nel report Invalsi si sottolinea che, ad eccezione delle prove di inglese, gli effetti pandemici si dimostrano ancora ben presenti: la ripresa in italiano e matematica è «altalenante» e «fa fatica a consolidarsi». Come spesso accade, poi, esistono differenze enormi a seconda dell’area geografica di riferimento, con il Sud che risulta fortemente penalizzato. Altri due fattori rilevanti sono gli indirizzi scolastici (meglio gli studenti dei licei classici, scientifici e linguistici) e il sesso (generalmente le ragazze ottengono punteggi migliori). Incidono anche il background sociale e quello migratorio. Gli studenti di prima generazione sono i più svantaggiati, mentre il divario si assottiglia per i ragazzi di seconda generazione.

La valutazione dell’esame è divisa in cinque fasce, che vanno da gravemente insufficiente a eccellente. Il 51% degli studenti abruzzesi ha raggiunto la terza soglia, quella dell’adeguatezza, ma il risultato cambia se scorporiamo i dati per indirizzo di studio. Il livello di preparazione nei licei classici, scientifici e linguistici della nostra regione si attesta sulla terza fascia (che, rispetto a questi indirizzi, il report definisce «adeguata ma non sufficiente»), negli altri licei il risultato medio non va oltre il livello due. Negli istituti professionali, poi, la situazione peggiora ulteriormente, con l’Abruzzo che si attesta sulla posizione più bassa insieme a Toscana, Marche, Lazio, Molise, Campania, Puglia e Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Rispetto alla media nazionale del 49,2% di sufficienti, in matematica l’Abruzzo si colloca leggermente al di sotto con il 45%, lo stesso risultato del 2021, in pieno periodo pandemico. Nel 2019 la percentuale era di dieci punti maggiore. Nei licei scientifici della regione la media si attesta sul livello 4 (più che buono), mentre la media degli altri indirizzi non raggiunge la soglia minima di adeguatezza, fermandosi alla seconda fascia. In Campania e in Sardegna va ancora peggio, con risultati che si assestano tra primo e secondo livello. La media dei punteggi degli studenti degli istituti professionali è fortemente insufficiente per Abruzzo, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Il test di inglese si compone di due parti: comprensione della lingua scritta (lettura o reading) e comprensione orale (ascolto o listening). Dopo anni di crescita continua, in entrambe si segnala una leggera contrazione ma che comunque non riporta i valori al periodo prepandemico. In questa casistica la valutazione si divide in B1, al di sotto delle indicazioni nazionali per qualunque indirizzo di studio; B1+, in linea con le prescrizioni per gli istituti professionali; B2, cioè il livello richiesto dagli indirizzi liceali. La media nazionale tra le due prove è del 49%, con gli studenti che ottengono risultati nettamente migliori nella parte di lettura (55%) che in quella di ascolto (43%). Per quanto riguarda l’Abruzzo, la media si attesta sul 44%, in netto miglioramento rispetto al 2019, quando appena uno studente su tre risultava avere conoscenze adeguate di lingua inglese (36%).

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