Lanciano

Derubati e aggrediti in casa dai ladri: «Da giorni viviamo nella paura»

11 Maggio 2026

Lanciano, colpo in villa. Ancora sconvolta la coppia vittima del furto a Santa Rita di pochi giorni fa avvenuto in pieno giorno. Le telecamere al vaglio delle forze dell’ordine. I coniugi: «Siamo sotto choc, non ci sentiamo sicuri»

LANCIANO. «Siamo sotto shock, è stato tremendo». La voce è calma ma la paura, nel cuore della coppia della villetta in cui quattro ladri armati di bastoni hanno rubato soldi e gioielli, è ancora enorme, mischiata alla rabbia e alla frustrazione di chi ha visto i banditi fuggire con gli affetti personali di una vita intera, oggetti non solo preziosi ma che rappresentavano un legame materiale nella storia di quella famiglia ora sconvolta da un incubo avvenuto in pieno giorno: sono le 14.30 quando i coniugi rientrano nella loro abitazione nel quartiere Santa Rita, al confine con la contrada di Villa Martelli. La Mercedes che qualche minuto più avanti fuggirà con i quattro malviventi a bordo, è ferma a pochi metri dal cancello d’ingresso, spalancato come la finestra che subito allarma il proprietario di casa. È lui a precipitarsi all’interno, dove due dei quattro malviventi gli si parano davanti con i passamontagna a coprirne i volti. Scoperti, si danno alla fuga fino a quando l’uomo, davanti alla moglie strattonata dai ladri, sceglie di reagire. La colluttazione si interrompe soltanto quando uno dei malviventi brandisce un bastone e riesce a divincolarsi. La Mercedes, con i ladri a bordo, fugge. E mentre le indagini proseguono, con le telecamere sulla strada al vaglio delle forze dell’ordine, la coppia cerca il modo di andare avanti, lasciandosi dietro una paura che sembra impossibile scrollarsi di dosso. Il Centro ha raggiunto al telefono il proprietario di casa.

Qual è stata la prima sensazione?

«Paura e anche profonda sorpresa, perché mai mi sarei aspettato in vita mia un furto in pieno giorno. La nostra casa è al centro della strada, in mezzo a tante altre case».

Da quanto vivete lì?

«Ormai da vent’anni».

E lì erano conservati gli affetti di una vita, portati via dai malviventi.

«Sì, insieme a circa duemila euro di contanti sottratti. Ma più che i soldi, è il furto dell’oro ad averci colpito. C’è un legame affettivo profondo dietro, conservato con amore da quando ci siamo conosciuti e che apparteneva, in parte, ai nostri cari. Erano ricordi».

Dopo la paura c’è stata la reazione: ha provato a bloccare i ladri.

«Ne avevo due di fronte quando sono entrato, poi ho visto gli altri, pochi istanti dopo, tentare di fuggire. E l’immagine di mia moglie strattonata, così d’istinto ho voluto reagire».

Erano a volto coperto. Ha riconosciuto un accento?

«Nessun accento in particolare, ho sentito solo qualche mormorio, ma sono riuscito a vedere meglio uno dei quattro prima della fuga in auto. Mi sembrava extracomunitario, dal colore della pelle intravista».

Com’è andata avanti la vita nei giorni successivi?

«È stato tutto troppo impattante, ce lo portiamo ancora addosso anche se sono passati dei giorni. Mia moglie è sotto shock, ha paura ogni volta che vede qualcuno fermo davanti all’ingresso di casa. Si insospettisce per qualsiasi cosa, stiamo vivendo con molta paura».

Qual è il pensiero o l’immagine che vi tormenta?

«Il fatto che possa accadere di nuovo, visti gli episodi più recenti abbiamo una percezione bassissima della sicurezza in città».

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