L’Aquila, allarme sicurezza nel carcere minorile: due in ospedale dopo una litigata

Violenta lite tra giovanissimi stranieri: nel corso della colluttazione spuntati oggetti usati come armi. Uno è in codice rosso
L’AQUILA. È di due feriti di cui uno in codice rosso il bilancio di una violenta lite scoppiata all'interno del carcere minorile dell'Aquila. Secondo quando ricostruito, due giovanissimi tunisini, per cause ancora in corso di accertamento, si sarebbero affrontati prima con minacce reciproche e offese pesanti e poi venendo alle mani. Nel corso della colluttazione sarebbero spuntate perfino degli oggetti usati come armi, forse delle lamette o filtri di sigarette. I due detenuti hanno riportato tagli evidenti agli arti superiori. A placare gli animi sono stati gli agenti di polizia penitenziaria che, non senza fatica, sono riusciti a gestire con professionalità una situazione delicata. I due reclusi sono stati trasportati d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale dell'Aquila. Uno dei due è stato tenuto sotto osservazione in codice rosso per le gravi riferite riportate a causa dell'aggressione. I sanitari del presidio ospedaliero aquilano gli hanno applicato quaranta punti di sutura. Ferito anche l'altro recluso che è stato medicato con quindici punti. Al termine degli accertamenti sanitari, entrambi sono stati riportati in cella.
La vicenda è stata immediatamente segnalata alla Procura della Repubblica competente per l'adozione dei provvedimenti del caso. Anche l'amministrazione penitenziaria si sta attivando per adottare misure dal momento che uno dei due protagonisti sarebbe lo stesso che il mese scorso aveva aggredito un agente penitenziario, tentando di strangolarlo. Dall'attivazione dell'istituto, che risale alla scorsa estate, sono tre gli episodi violenti che si sono registrati dietro le sbarre del minorile. In una circostanza un recluso, che è stato già trasferito, aveva malmenato tre agenti. I sindacalisti Mauro Nardella e Giuseppe Merola avevano descritto un istituto gestito con turni «finanche di 12 ore» e sostengono che, senza interventi, le strutture per minori rischiano di trasformarsi in «autentiche università del crimine». Tra le richieste avanzate dai sindacati: maggiori risorse, aumento degli organici, trasferimento immediato dei detenuti definiti “riottosi” e rimpatrio dei detenuti extracomunitari. Preoccupazione sulla situazione dell'Ipm era stata espressa anche dalla consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane che, in qualità di membro della terza commissione, partecipa attivamente al monitoraggio sulla struttura dopo la recente riapertura.
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