Sulmona

Morte di Alessia Puglielli, in aula il racconto della paura

21 Gennaio 2026

Un avvocato descrive un filmato in cui si vede la donna molto dimagrita, con lividi scuri sul volto e all’altezza dei polsi

SULMONA. Era dimagrita in modo impressionante e mostrava lividi al volto e sui polsi. Poi la richiesta di cancellare il filmato. «Sembrava avesse il terrore che qualcuno potesse controllarla». Il processo per la morte di Alessia Puglielli è entrato nel vivo l’altro giorno davanti ai giudici della Corte d’Assise di Roma che hanno raccolto la testimonianza di un avvocato sulmonese, amico della vittima, che aveva ricevuto un video dalla donna prima della tragedia. Il legale ha raccontato i fatti, illustrando il contenuto del filmato (mai trovato) e poi la richiesta arrivata dalla Puglielli di eliminarlo. Sul banco degli imputati, con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte, è finito il compagno, Marco Giuseppe Di Marco, musicista romano. Secondo l’accusa, i maltrattamenti sarebbero iniziati nel settembre 2022. La relazione tra Alessia e il compagno, secondo gli investigatori, è stata caratterizzata da un progressivo isolamento della donna.

Dopo essersi trasferita a Montesilvano, Alessia si era spostata a Roma con il compagno. Nel marzo 2023 aveva disattivato i social e bloccato numerosi contatti su WhatsApp senza spiegazioni. Si era anche licenziata dal lavoro e, poco prima di morire, era tornata a Sulmona per chiedere consulenza legale sulla sua posizione matrimoniale. Puglielli, personal trainer di 40 anni di Sulmona, è deceduta l’8 luglio 2023 al Policlinico Gemelli di Roma, dopo aver ingerito 70 pastiglie di caffeina pura. Era stato lo stesso fidanzato, la sera del 4 luglio del 2023, a chiamare i soccorsi, dicendo che la donna aveva ingerito una quantità smodata di farmaci e che stava molto male.

La corsa al Policlinico Gemelli e il ricovero, però, avevano solo ritardato di qualche giorno il decesso: la sulmonese, di fatto, in quattro giorni non era mai uscita dal coma. La morte, inizialmente inspiegabile, secondo l’accusa sarebbe dovuta ai continui maltrattamenti del compagno. Secondo l’accusa, insomma, l’uomo avrebbe vessato psicologicamente, e non solo, Alessia Puglielli, facendole compiere un gesto estremo che l’avrebbe portata ad ingerire le pasticche e di fatto a suicidarsi. Un reato grave, che prevede una pena dai dodici ai ventiquattro anni di reclusione. Dal canto suo l’imputato, che ha scelto di essere processato con rito ordinario, ha respinto tutte le accuse.

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