Raccolta porta a porta tra luci e ombre in città

Troppi residenti non rispettano le regole dello smaltimento

AVEZZANO. Bianco per carta e cartoncino; giallo per la plastica; marrone per l'organico; verde per vetro e lattine; nero per pannolini e pannoloni; grigio per l'indifferenziato.

Basterebbe dividere così i rifiuti nei rispettivi contenitori perché questi possano essere riutilizzati per la produzione di nuovi oggetti.

Chi non presta la dovuta attenzione, però, sbaglia e attraverso il microchip viene sanzionato con una multa più o meno salata.

La raccolta è già iniziata in molti Comuni della Marsica come Avezzano, Magliano de’ Marsi e Scurcola, mentre in alcune frazioni del Comune di Avezzano ancora non è stata attivata anche se è in programma la sua realizzazione. Dopo circa un anno molte persone ancora faticano ad abituarsi e addirittura si rifiutano di mettere in atto questo utile procedimento.

Preferiscono piuttosto percorrere chilometri in macchina per andare a buttare i rifiuti in paesi dove ancora c'è la libertà di gettarli nei tradizionali cassonetti.

Anche se, purtroppo per loro, in questi giorni stanno consegnando i vari cassonetti anche nelle strade principali di alcune frazioni come Paterno e San Pelino, dove si verifica questo fenomeno ingiusto.

È molto triste vedere come qui, dove sta per iniziare questo progetto, si accumulino intorno ai secchi dell'immondizia montagne di buste che danno una brutta impressione del nostro territorio.

Se l'obiettivo era quello di rendere l' ambiente più vivibile, più naturale, più pulito quindi più bello, con il comportamento scorretto di queste persone lo scopo tarderà ad essere raggiunto. Non bisogna concepire la raccolta differenziata come un sacrificio, ma intenderla come un bene essenziale per il futuro nostro e dei nostri figli.

Gli abitanti di queste piccole frazioni non possono continuare a sopportare di avere sotto gli occhi tutti i giorni, tutte le mattine spettacoli ripugnanti.

Né si può accettare di sentire continuamente l'odore nauseabondo della spazzatura gettata inopportunamente nei campi e fuori dai cassonetti. Anche perché le buste diventano prede di cani, gatti e animali selvatici che rovistano per trovare cibo.

Quindi impegniamoci tutti a portare avanti questo progetto e insegnare a farlo anche a chi, per svariati motivi, si rifiuta di collaborare. Il progresso passa attraverso il rispetto dell’ambiente.

Valeria Borrelli

Alice Nardantonio

Lorenza Mammarella

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