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Quindicenne in rianimazione: controlli su una sospetta meningite

3 Maggio 2026

Il ragazzo è stato trasferito all’ospedale di Pescara: aveva febbre alta, mal di testa e crisi epilettiche. I primi esami sembrano escludere infezioni contagiose, le sue condizioni sono in miglioramento

SULMONA. Un sulmonese di 15 anni è ricoverato all’ospedale di Pescara dopo la diagnosi di sospetta di meningite refertata venerdì mattina dai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona. Il giovane, arrivato con sintomi significativi, è stato trasferito nel presidio del capoluogo adriatico dove è attualmente seguito in rianimazione a scopo precauzionale. Il quadro clinico iniziale, caratterizzato da febbre alta, forte mal di testa e crisi epilettiche, ha spinto i sanitari ad attivare immediatamente il protocollo per sospetta meningite. Dopo i primi accertamenti effettuati a Sulmona, si è resa necessaria una valutazione più approfondita, che potrà chiarire nel giro di 24-48 se si tratta o meno di meningite. Al momento, secondo quanto riferito dalla Asl 1, le condizioni del ragazzo non destano particolare preoccupazione, anche se la scelta del ricovero in terapia intensiva è stata dettata dalla necessità di monitorare attentamente gli episodi epilettici.

«I primi esami hanno escluso un’infezione contagiosa», fanno sapere dall’azienda sanitaria guidata dal direttore generale Paolo Costanzi, «ma sono ancora in corso gli accertamenti colturali, che richiederanno più tempo». Solo al termine di questi esami sarà possibile stabilire con certezza se si tratti di meningite e, in caso positivo, individuarne la tipologia. Nel caso di conferma, sarà fondamentale distinguere se si tratti di una forma pneumococcica o di altra natura. In tal caso scatterebbero le procedure di prevenzione, con la chemioprofilassi per i contatti più stretti e la valutazione di eventuali interventi vaccinali. La Asl ribadisce inoltre l’importanza della prevenzione, invitando la popolazione ad aderire alla campagna vaccinale in corso.

Il giovane resta quindi ricoverato in rianimazione per precauzione, mentre i medici proseguono con gli accertamenti necessari per chiarire definitivamente il quadro clinico. Non si esclude che gli episodi epilettici possano dipendere anche da altre patologie ma il solo sospetto di una meningite ha spinto i sanitari a trattare il caso secondo le linee guida di riferimento. «Il ragazzo è sveglio. Non è stata evidenziata al momento infezione batterica anche se manca qualche altro esame. Le condizioni sono in progressivo miglioramento», sottolinea il manager della Asl 1 Paolo Costanzi che segue l'evoluzione del caso con il neo primario del pronto soccorso sulmonese Loredana Caioni. Dall’inizio dell’anno in Abruzzo sono stati registrati altri due casi di meningite: il primo, con esiti tragici, a febbraio quando è deceduta una cinquantunenne di Sant’Omero, il secondo ad aprile che ha colpito un quindicenne a Chieti, fortunatamente senza conseguenze drammatiche.

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