Aeroporto d’Abruzzo, la Corte dei conti sulla Saga: «In 5 anni dati 27 milioni»

24 Gennaio 2026

Il rapporto: «Soldi necessari per la sua sopravvivenza». Chiesti chiarimenti sui fondi

PESCARA. «Rilevanti perdite di esercizio» a cui la Regione ha fatto fronte provvedendo «sistematicamente» con contribuzioni «fondamentali per garantirne la continuità aziendale». È un legame stretto, anzi strettissimo, e vale 27 milioni di euro in 5 anni quello che la Corte dei conti descrive tra le casse pubbliche d’Abruzzo e Saga, la società in house che gestisce lo scalo aeroportuale di Pescara. È tutto scritto, nero su bianco, nella relazione della magistratura contabile sullo stato delle «società partecipate e degli enti strumentali». Otto pagine di analisi, firmate dal magistrato istruttore Federica Lelli, a cui la Regione potrà rispondere con memorie o documentazione ulteriore entro il 3 febbraio, termine ultimo prima dell’adunanza pubblica. E proprio il capitolo più corposo dello studio è dedicato alla gestione dell’Aeroporto d’Abruzzo, sul cui rilancio Marco Marsilio ha fortemente improntato il suo secondo mandato. La decisione di rimuovere l’addizionale municipale ha convinto Ryanair a investire sullo scalo, e i risultati adesso cominciano ad arrivare: il 2025 è stato chiuso superando, per la prima volta in assoluto, quota un milione di passeggeri. Per farlo volare così in alto, però, Saga (alla presidenza c’è Giorgio Fraccastoro) ha avuto bisogno di una “spintarella” da parte dell’amministrazione. Anche perché c’era da fare i i conti con la zavorra dei problemi di bilancio.

I PROBLEMI DI BILANCIO

Nell’analisi della magistratura contabile si legge infatti: «La società, nel biennio 2023-2024, è stata interessata da rilevanti perdite di esercizio (meno 971mila euro nel 2023 e meno 3.986.253 nel 2024) che hanno determinato un azzeramento delle riserve e del capitale sociale oltre il limite normativamente previsto» al punto che il deficit è arrivato a quasi 2 milioni di euro. Il disavanzo, secondo la magistratura contabile, è stato dettato da «una forte contrazione dei ricavi (meno 1.830.060 euro) prevalentemente ascrivibile alla flessione del traffico aereo» e, in particolare, «alla cancellazione della destinazione su Milano Linate da parte di Ita Airways». La situazione si è poi aggravata ulteriormente, perché «l’andamento decrescente dei ricavi è stato accompagnato da un significativo incremento dei costi di produzione»: da poco meno di 11 milioni di euro del 22 a quasi 15 nel 2024. La causa? «Oltre a risentire del conflitto russo-ucraino e della conseguente crisi energetica», scrive ancora la magistratura contabile, «l’aumento è legato al notevole incremento dei costi per servizi (10.195.914 euro nel 2024» e di quelli di «pubblicità e promozione (più 415.398 euro rispetto al 2023)».

SPINTE PER VOLARE IN ALTO

È in questa situazione di «squilibrio finanziario» che le contribuzioni della Regione «sono state fondamentali per garantire la continuità aziendale» di Saga, sottolinea la Corte dei conti. Palazzo Silone ha «provveduto sistematicamente al suo sostentamento economico dal quale dipende il processo di crescita dello scalo aeroportuale». In particolare, tra il 2020 e il 2025 «la società ha beneficiato di contribuzioni per 27 milioni di euro (a fronte di impegni per 35 milioni)», di cui quasi 23 «a valere sui fondi regionali». Il «grave» squilibrio finanziario del 2024, recita lo studio, ha spinto la Regione a intervenire «con una serie di provvedimenti» per migliorare i risultati di gestione e, soprattutto, «garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dello scalo». In che modo? In primo luogo attraverso «la ricostituzione del capitale, con un aumento dello stesso a 4,99 milioni, anche al fine di assicurare la copertura della residua perdita. A tale scopo», spiega la Corte dei conti, «sono stati disposti una serie di finanziamenti regionali, a valere sul triennio 2025-2027, per complessivi 9,3 milioni di euro». Ma non solo: la Corte dei conti evidenzia anche il milione e 794mila euro a titolo di «concessione contributo per le funzioni pubbliche» e il milione e mezzo destinato alla «valorizzazione turistica dell’aeroporto e del brand Abruzzo». Totale: 12,6 milioni. Solo nel 2025.

IL PIANO INDUSTRIALE

Con i finanziamenti è arrivato anche il nuovo piano industriale per il triennio 2025-2027, che dovrebbe portare «sin dal 2025, l’emersione di un risultato di esercizio di segno positivo». Per scoprire l’esito del bilancio, bisognerà però aspettare aprile. Quello che si sa per certo sono i contenuti del piano, ricapitolati dalla Corte dei conti. E cioè «l’attivazione di nuove rotte con Ryanair e Wizzair, l’incremento delle attività non aeronautiche (servizi commerciali, parcheggi, subconcessione di uffici e locali)». Una strategia affiancata da «misure volte alla ottimizzazione dei costi e da investimenti infrastrutturali» come l’allungamento della pista (che dovrebbero chiudersi a breve). Il piano fissa anche gli obiettivi di crescita: 1.215.929 passeggeri per il 2026 e 1.253.684 passeggeri per il 2027.

I CHIARIMENTI RICHIESTI

La Corte dei conti chiude la disamina richiedendo una serie di chiarimenti alla Regione: «sulle valutazioni effettuate, in sede di ricapitalizzazione, con riferimento alla sostenibilità e all’attendibilità delle previsioni del Piano industriale»; sul «consistente incremento dei costi della produzione» e in particolare sulle spese relative alla voce «costi per servizi, inclusi quelli di pubblicità e promozione», che «appaiono principalmente riferibili ai rapporti contrattuali con la compagnia Ryanair»; sui «contenuti e sulle finalità del Piano strategico integrato di promozione e comunicazione relativo all’attivazione di una campagna di adversiting per la valorizzazione turistica dell’aeroporto e del brand Abruzzo», pari a quasi un milione e mezzo di euro. Per il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, l’analisi della magistratura contabile «certifica ciò che denunciamo da anni: la totale incapacità della giunta Marsilio di governare un settore strategico della Regione. Solo pochi giorni fa la Corte dei conti ha bocciato pesantemente la gestione della sanità regionale per il 2023-2024. Oggi lo stesso copione si ripete, ma su un altro fronte. È ormai evidente che la destra abruzzese non governa: occupa. Occupa ruoli, incarichi, consigli di amministrazione, ma non governa i processi e non monitora. Per questo», conclude il dem, «chiediamo con forza l’attivazione immediata delle Commissioni consiliari competenti sulle partecipate. Non è più tollerabile che un comparto del genere venga gestito senza trasparenza».