Casi di meningite a Pescara, la Asl: "Evitare ingiustificati allarmismi"

8 Aprile 2026

La nota dell’azienda sanitaria locale: “Le due vicende non sono correlate, tracciamento dei contatti già concluso”

PESCARA. "I due casi di meningite recentemente segnalati e oggetto di attenzione mediatica sono distinti e non tra loro correlati". Lo precisa la Asl di Pescara a proposito della vicenda di una donna di 51 anni morta per una meningite fulminante e di un 15enne ricoverato in ospedale e ormai fuori pericolo, ribadendo la necessità di "evitare ingiustificati allarmismi". Per entrambi i casi sono state tempestivamente attivate, da parte del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Iesp), le procedure previste dai protocolli ministeriali per l'individuazione dei contatti stretti e l'eventuale attivazione delle misure di profilassi nei soggetti effettivamente esposti. Attività che si sono già concluse. La Asl è tornata sulla vicenda dopo che sui social stanno circolando informazioni circa i luoghi frequentati dalla 51enne e dal 15enne, nonostante si tratti di episodi non collegati e di ceppi diversi di meningite.

"Il riferimento alla palestra 'Audacia' di Pescara riguarda esclusivamente uno dei luoghi frequentati dal ragazzo - scrive l'azienda sanitaria - Si sottolinea la piena correttezza del comportamento adottato dalla direzione della palestra, che ha collaborato tempestivamente con gli operatori sanitari attenendosi alle indicazioni ricevute e attivando con rapidità tutte le misure raccomandate, comprese le procedure di sanificazione degli ambienti, consentendo così la prosecuzione in sicurezza delle attività". La stessa palestra aveva anche pubblicato sui social una comunicazione agli iscritti, tanto da ricevere apprezzamenti da parte degli utenti per la trasparenza e la correttezza.

"Si ricorda che il meningococco presenta una scarsa resistenza nell'ambiente esterno e sopravvive solo per poche ore. La trasmissione del batterio - va avanti la Asl - avviene esclusivamente attraverso contatti stretti, ravvicinati e prolungati con la persona infetta, tramite le goccioline di saliva. Per queste caratteristiche la contagiosità della malattia resta molto bassa. Si precisa inoltre che le comunicazioni diffuse dal Servizio Iesp nell'ambito delle attività di sorveglianza epidemiologica sono state rivolte esclusivamente ai medici di medicina generale coinvolti nella gestione dei contatti stretti e non costituiscono indicazioni di rischio per la popolazione generale".

Infine l’azienda sanitaria locale evidenzia che "la misura preventiva più efficace è rappresentata dalla vaccinazione, che garantisce protezione individuale e contribuisce a ridurre la circolazione dei batteri responsabili delle meningiti, offrendo una protezione indiretta anche ai soggetti non vaccinabili per condizioni cliniche", conclude la Asl.

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