La casa studio di Franco Summa riconosciuta d’interesse culturale

PESCARA. La casa studio di Franco Summa diventa di interesse culturale. Il riconoscimento è arrivato dalla commissione regionale per il patrimonio culturale del Ministero per i beni e le attività...
PESCARA. La casa studio di Franco Summa diventa di interesse culturale. Il riconoscimento è arrivato dalla commissione regionale per il patrimonio culturale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. L'immobile lungo viale Gabriele d'Annunzio, che custodisce i lavori pittorici, plastici e ambientali del maestro del colore, già patrimonio artistico di Pescara, ora lo diviene a tutti gli effetti.
Il decreto della direzione generale Creatività contemporanea del Mibact asseconda in questo modo la volontà espressa dallo stesso maestro dell’arte urbana che, poco prima della sua scomparsa, a gennaio scorso, aveva creato la Fondazione Summa, oggi guidata dall'imprenditore e mecenate Ottorino La Rocca. «È stata posta la prima pietra sulla quale continuare l’azione di divulgazione del concetto di arte urbana intrapresa da Franco», ha commentato il presidente della Fondazione, «per migliorare la qualità dei luoghi cittadini alla ricerca di un ideale equilibrio tra uomo e ambiente favorito dall’Arte».
Lo studio d’artista diventa punto di riferimento per la valorizzazione e la tutela dell’attività che Summa ha condotto in un dialogo continuo con lo spazio urbano. Questo luogo, si legge nella motivazione, «riveste un interesse particolarmente importante per risvegliare nella memoria i tanti momenti salienti dedicati alla vita cittadina che ha visto in Franco Summa un attento e sensibile artista. Tra i colori dell’arte contemporanea, alla riscoperta del rapporto arte e ambiente in relazione con i dati dei contesti naturali e architettonici urbani, Franco Summa è stato in grado di realizzare un’idea di bellezza e dare alla città un’interpretazione innovativa volta alla valorizzazione e recupero dello spazio urbano». Quel rapporto con l’ambiente pienamente respirabile, ad esempio, nei luoghi della città illuminati dall’arcobaleno dei colori, tratto distintivo del maestro, come il Giardino Incantato alle spalle del tribunale, o nell’ultimo dono fatto ai pescaresi, piazza Caduti del Mare. «È un impegno preso con l’artista», afferma Rosaria Mencarelli, soprintendente Archeologia belle arti e paesaggio dell'Abruzzo, «e che abbiamo onorato». (m.pa.)

