La città intitola una via a Franco Summa

6 Giugno 2021

PESCARA. Il maestro del colore per eccellenza ottiene una via a lui intitolata. Via Cadorna, nel tratto compreso tra viale Kennedy e il lungomare, da ora si chiama via Franco Summa. Ieri mattina il...

PESCARA. Il maestro del colore per eccellenza ottiene una via a lui intitolata. Via Cadorna, nel tratto compreso tra viale Kennedy e il lungomare, da ora si chiama via Franco Summa. Ieri mattina il sindaco Carlo Masci, affiancato dalla giunta quasi al completo, insieme a Ottorino La Rocca presidente della fondazione Summa e dai vice presidenti Lucio Zazzara e Giovanni Tavano, in una cerimonia ufficiale ha scoperto la targa con il nome dell'artista pescarese.
«È un momento importante per la città di Pescara», ha evidenziato il sindaco Carlo Masci, «abbiamo scelto questo tratto di strada, l'ultimo della ex via Cadorna, che si affaccia sulla spiaggia, perché Franco Summa lo ha percorso migliaia di volte». Il tratto prescelto è quello in cui si trovava l’abitazione-laboratorio del maestro dell'arte urbana. «Franco Summa aveva la casa a 100 metri da qui», continua il primo cittadino, «ha conosciuto ed è vissuto in una Pescara che non esiste più, ma che è stata il punto di partenza per la realtà che conosciamo oggi. Credo che le città si costruiscono sulle storia di ciascuno di noi e quando qualcuno ha una storia più storia degli altri, bisogna metterla in risalto».
Due settimane fa, l'amministrazione ha fatto un altro tributo all'artista, installando in piazza Sacro Cuore, le Fanciulle, due della serie delle dodici sculture monumentali, opera postuma di Summa. «Quando Summa è venuto a mancare», ricorda Masci, «ho fatto una promessa e cioè che avremmo dovuto valorizzarlo per quello che ha rappresentato a livello internazionale. Nell'ultimo anno abbiamo inaugurato la meravigliosa piazza Caduti del mare, inserito le Fanciulle in pieno centro e oggi gli intitoliamo una strada. Questo non sarà certamente l'ultimo intervento per Summa, perché metteremo tutto il nostro impegno affinché questa memoria storica possa riemergere».
«Nella sua lunghissima carriera creativa», ha evidenziato Tavano, «Franco ha compiuto una scelta importante e impegnativa: ha lavorato dietro un'idea sociale dell'arte. Un'arte pubblica, praticata e collocata negli spazi pubblici esterni, fruibile dall'intera società». (m.pa.)
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