Minore segregata e fatta schiava: chiesti otto anni per gli imputati

Nuova udienza: acquisito un video della difesa per scardinare la tesi dell’isolamento della 14enne. Per la Procura ha subìto mesi di vessazioni e percosse
AVEZZANO
Otto anni di reclusione per ciascun imputato: è questa la richiesta formulata dalla Procura Distrettuale Antimafia dell’Aquila nei confronti di tre componenti di una famiglia di origini romene - residenti ad Avezzano - accusati di aver ridotto in schiavitù una connazionale di soli 14 anni.
La requisitoria del pubblico ministero, depositata agli atti del processo che si avvia ormai alla conclusione, non concede sconti ai presunti carcerieri della minore. Padre (45 anni), madre (44) e figlio (19), tutti considerati i responsabili materiali della segregazione e dello sfruttamento della giovanissima. Diversa la valutazione sulla posizione della madre della vittima, per la quale è stata richiesta l’assoluzione.
Il video della difesa L’udienza tenutasi ieri mattina è stata segnata da un ultimo atto istruttorio. Gli avvocati difensori degli imputati, Giuseppe Di Palma e Fabrizio Gambale, hanno presentato e proiettato in aula un filmato che punta a scardinare uno dei presupposti della tesi accusatoria: l’isolamento della vittima. Nel video proiettato davanti al collegio giudicante, si vedrebbe la quattordicenne parlare al telefono, presumibilmente con la madre rimasta in Romania. A voler dimostrare come la giovane mantenesse saldo il legame con la famiglia d'origine.
La tesi dell’accusa
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