Morto a 47 anni Antonio De Lullo, mente creativa dell’agenzia Mirus

17 Febbraio 2026

Entrato come stagista, la carriera fino al ruolo di direttore. I suoi lavori anche per Giorgia Meloni e i presidenti di Regione

PESCARA. Il guizzo, l’intuizione. L’idea vincente che si adattava perfettamente alle esigenze del cliente. Era tutto questo, e molto di più, Antonio De Lullo, una delle colonne portanti dell’agenzia di comunicazione Mirus, diretta e fondata da Michele Russo. De Lullo, 47 anni, è morto ieri dopo una malattia scoperta negli ultimi mesi e che in breve tempo lo ha consumato. Ma anche dal letto d’ospedale continuava a chiedere di restare con la mente lì, nel reparto creativo che dirigeva con passione.

Originario di San Severo, in Puglia, De Lullo era entrato in Mirus da stagista circa vent’anni fa. Non se n’è più andato: fin da subito le sue idee e la sua determinazione si erano imposte. «Professionista straordinario, la sua visione illuminava ogni progetto. Ma ciò che lo rendeva davvero unico era il modo in cui sapeva essere presente per ciascuno di noi», lo ricorda Michele Russo. Entrato come grafico dopo gli studi all’Università Europea del Design di Pescara, dove era tornato anche ad insegnare, ora dirigeva il reparto creativo, facendo crescere le persone che ne facevano parte. «È stato bravissimo a formare i suoi collaboratori, mai una litigata. Abbiamo affrontato insieme momenti belli e difficili, come quello del Covid».

La sua genialità è stata apprezzata in campagne pubblicitarie e commerciali di rilievo, in Italia e all’estero. In Abruzzo si era distinto per aver curato le campagne elettorali di tutti i presidenti di Regione, oltre a numerosi candidati sindaci, a partire dall’attuale primo cittadino di Pescara, Carlo Masci. Tra i clienti anche la premier Giorgia Meloni e diverse campagne di partito.

«Ha lavorato fino a quando ha potuto, era instancabile», aggiunge Russo. «Con il suo sorriso, la sua generosità senza riserve e una disponibilità che non conosceva orari né confini, Antonio aveva il raro dono di far sentire ogni persona importante, ascoltata, sostenuta». Un punto di riferimento, una colonna portante «nel senso più profondo del termine: non solo per il talento, ma per l’umanità con cui teneva insieme persone, sogni e idee».

«Antonio ci ha insegnato che la vera creatività nasce dal cuore. E il suo cuore, immenso e generoso, continuerà a battere in ogni progetto che porterà il segno del suo passaggio tra noi». De Lullo lascia la moglie Helirose, il figlio tredicenne Michele, i genitori Assunta e Michele, il fratello Pietro e la sorella Rossana. In tanti ieri lo hanno salutato alla casa funeraria Mambella di Montesilvano. Oggi l’addio, alle 15, nella chiesa di San Giovanni Bosco. Per la Mirus non sarà un addio, ma un arrivederci: «Continueremo a lavorare con le sue idee e la sua grinta».

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