Porta del Mare, il Comune rilancia il progetto

L’opera di Summa, scomparso il 26 gennaio, tornerà a splendere in un luogo ancora da definire
PESCARA. I colori della Porta del Mare, la contestata opera di Franco Summa, torneranno a splendere, in un luogo della città ancora da decidere.
Il progetto è stato ripescato dalla vasta mole di documentazione che il Maestro, morto il 26 gennaio scorso, aveva catalogato in maniera certosina nel suo studio. Non sarà ricreata col compensato marino, come nella prima versione rimasta, 27 anni fa, 40 giorni in piazza Primo Maggio, prima di essere smontata e cancellata. Ma con ogni probabilità di metallo e la ricostruzione è affidata alla Fondazione Summa con finanziamenti di altre fondazioni del territorio.
La notizia arriva da Lucio Zazzara, per 52 anni amico dell’artista, che ha partecipato alla commissione Cultura, svoltasi ieri in Comune e presieduta dal consigliere Manuela Peschi.
Intanto sul caso interviene Maurizio Acerbo, il quale si dice soddisfatto che l’opera di Summa torni a vivere, ma sottolinea che il monumento debba essere ricollocato, come nel 1993, in piazza Primo Maggio. Acerbo: «Una collocazione diversa da quella originaria in Piazza Primo Maggio, sarebbe un grave errore. L'opera è stata pensata per essere poggiata in un preciso luogo della nostra città come monumento storico moderno e non avrebbe senso collocarla altrove».
In realtà, come riferito nei giorni scorsi dalla nipote dell’artista, l’avvocato Angela Summa, «il desiderio dello zio era quello di innalzare la sua creatura sull’area di risulta con l’obiettivo di riqualificare la zona». L’architetto Zazzara, in commissione, ha ripercorso i momenti salienti della vita e delle opere di Franco Summa, artista innovativo, di forte impegno civile «studioso che per quanto riguarda il colore non ha pari nell'arte contemporanea». La sua opera più discussa resta ancora la Porta del Mare: «Di quell'opera fu determinante l’intervento di Carlo Lizza», ricorda ancora Zazzara, «durò quaranta giorni, ma solo a causa di una polemica all'interno del palazzo del tutto strumentale. Già allora non fu sfruttata la filiera di imprese che si dichiararono disposte a collaborare per una nuova installazione, che Franco Summa ha sempre atteso». «Resta solo da stabilire il luogo in cui farla rinascere», sottolinea il presidente della commissione, Manuela Peschi, «il sindaco Carlo Masci ha già incontrato i vertici della Fondazione Summa» per concretizzare le idee. Del caso si stanno occupando anche l’assessore Mariarita Paoni Saccone e il consigliere Ivo Petrelli. (c.co.)

