Stadio Adriatico, il geologo sulle crepe della Tribuna Maiella: «Terreno troppo fragile»

19 Febbraio 2026

Ancora chiuso il settore lato nord, tra le prime ipotesi lanciate dal Comune i lavori Aca in via Pepe. Ma parla l’esperto: «Correlazione improbabile, non c’è stato un abbassamento significativo della falda»

PESCARA. Uno stadio che poggia su un terreno fragile, compressibile, imprevedibile. E oggi il conto lo presenta la Tribuna Maiella. Dallo scorso 10 agosto, dopo la gara di Coppa Italia, il Comune ha interdetto l’accesso al settore nord dello stadio Adriatico: alcune lesioni riscontrate dai tecnici hanno fatto scattare lo stop immediato agli spettatori. Una misura prudenziale, ma necessaria. Da allora è partita la corsa alla messa in sicurezza e alla ricerca delle cause.

I LAVORI ACA. Tra le prime ipotesi avvallate dal Comune ci sono i lavori dell’Aca in via Pepe, destinati alla realizzazione una vasca di prima pioggia interrata da 3.000 metri cubi. Un’opera strategica, che dovrebbe concludersi entro questa primavera, pensata per migliorare la gestione delle acque meteoriche e alleggerire la rete fognaria durante i nubifragi. Scavi importanti, che in un primo momento avevano sollevato il sospetto di possibili ripercussioni sull’equilibrio dell’area. Ed è per questo che il Comune negli scorsi mesi ha coinvolto anche i vertici di Aca. Ma è una relazione del geologo Pietro Martire Eustachio a escludere i collegamenti: dopo le verifiche su falda e profondità degli scavi, la posizione è chiara: «Non c’è correlazione con i lavori dell’Aca. Non si è registrato un abbassamento significativo della falda. Per capire l’origine del problema bisogna conoscere nel dettaglio il progetto dello stadio e la tipologia delle sue fondazioni». Ma il problema sembra essere un altro: la composizione del terreno.

IL TERRENO. «Dal punto di vista geologico la situazione è delicata», spiega il geologo, «parliamo di terreni molto compressibili, con caratteristiche fisico-meccaniche non ottimali». In zona non è una novità: in passato alcuni edifici hanno subito rotazioni, fino alla demolizione e ricostruzione. L’origine delle lesioni, tuttavia, potrebbe dipendere in larga parte dal tipo di fondazione della tribuna. «Se ci sono pali, episodi del genere sono meno probabili. Se invece si tratta di fondazioni profonde, bisogna verificare a quale quota siano attestate: sotto i terreni più deboli esistono strati ghiaiosi con buone capacità portanti». È lì che si gioca la stabilità.

IL MONITORAGGIO. Intanto il Comune ha già eseguito prove di carico che hanno restituito esiti confortanti: la struttura ha reagito bene e non si registra un aggravamento del quadro fessurativo. Per questo motivo, dei 2.366 seggiolini complessivi della tribuna, 226 posti nel settore nord inferiore sono stati riaperti al pubblico. Per la sicurezza dello stadio Adriatico l’amministrazione ha stanziato 167mila euro in bilancio, destinati anche alle verifiche costanti necessarie a garantire l’agibilità della Tribuna Maiella. In sinergia con vigili del fuoco, Genio civile, Prefettura, Questura, Asl e Pescara Calcio, è stato anche attivato un monitoraggio affidato alla società Abruzzo Test srl. Un sistema dinamico di controllo, dotato di meccanismi di allerta in grado di segnalare tempestivamente eventuali criticità. Il monitoraggio proseguirà per altri due mesi. Fino ad allora, la Tribuna Maiella resterà chiusa.

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