Giro d’Italia, Giulio Ciccone nuova maglia rosa: «Un sogno che avevo sin da bambino»

Il ciclista teatino arriva terzo al traguardo di Cosenza e balza in testa alla classifica generale. La frazione odierna vinta dall’ecuadoriano Narvaez. Le prime parole del nuovo leader
L'ecuadoriano Jhonatan Narváez ha vinto la quarta tappa del Giro d'Italia 2026, la prima in Italia dopo il via in Bulgaria, 138 km da Catanzaro a Cosenza. Cambia la maglia rosa che passa dall'uruguaiano Thomas Silva, crollato sulla prima vera salita del Giro d'Italia, al teatino Giulio Ciccone, arrivato terzo.
Giornata emozionante che ha visto la maglia rosa Thomas Silva andare in crisi sulla salita di Cozzo Tunno; Jhonathan Narvaez è stato bravo a regolare allo sprint Orluis Aular (Movistar) e un Giulio Ciccone (Lidl-Trek) che, complice le difficoltà del leader, è andato a conquistare il primato della classifica generale.
«In una giornata del genere si fa fatica a trovare le parole giuste», dice Giulio Ciccone, 31 anni, per la prima volta in carriera con la maglia rosa addosso. «Una dedica speciale alla mia famiglia e a tutti quelli che mi vogliono bene e che hanno fatto sacrifici insieme a me per portare avanti questo percorso. Nella vita si fanno tanti sacrifici e quando si ha la possibilità di vivere momenti simili è giusto goderseli fino in fondo. Sin da quando ero piccolino avevo questa maglia nel cuore e adesso portarla in corsa è motivo di grande orgoglio. Il Giro è solo all’inizio, ma siamo pronti a dare battaglia fino alla fine».

